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Concorso "fiaba della settimana"

In collaborazione con:
pianeta-mamma

Tutte le fiabe inviate partecipano al concorso "fiaba della settimana" lanciato da Ti racconto una fiaba in collaborazione con Pianeta Mamma per dare ancora più visibilità alle tue fiabe.

Qui trovi tutte le informazioni e il regolamento completo.

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Audio Fiabe

audio-fiabe

La voce, l'espressione, amplificano la potenza della creatività e della fantasia dell'autore e offrono l'opportunità di dare alla fiaba il proprio carattere!

Chi vuole contribuire con contenuti audio, video può inviare una mail a Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. .

incontro-coniglio-ivanMiei arguti Lettori avrete, oramai, ben compreso che quasi tutti i giorni il Nonno abbia delle incombenze da affidarmi ed io, in fondo, mi presti volentieri ad assolvere.

Siamo a Fonte Diaccia  a meriggio, che sono le ore più calde del giorno. La sorgente è così chiamata per la temperatura gelida dell’acqua cristallina che esce da un’incrinatura della roccia massiccia e ricca di licheni rossastri. Lo zampillo s’avvita nell’aria, s’inarca e, con uno scintillio argenteo, si getta nella piccola pozza sottostante.

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zanzara-leone-audioTratto dalla omonima fiaba di Esopo.

 C’era una piccola zanzara assai furba e spavalda.

Stanca di giocare con le solite amiche, decise un giorno, di lanciare una sfida al Re della foresta.

Si presentò così davanti al sovrano che era il leone e lo salutò con un rispettoso inchino. Il grande Re che era intento a schiacciare uno dei suoi pisolini più belli lungo la riva di un fiume, lanciò una distratta occhiata all’insetto. “Oh! Buongiorno”.

Rispose Sua Maestà spalancando la bocca in un possente sbadiglio.

La zanzara disse: “Sire, sono giunta davanti a Voi per lanciarvi una sfida!” Il leone, un po’ più interessato, si risvegliò completamente e si mise ad ascoltare.

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presento-sacco-pulci-2

Vi rammentate, miei arguti Lettori, che il mitico Sacco di Pulci ci ha lasciati sotto la pioggia, disdegnando il riparo del Nonno, per andarsene altrove senza ascoltare le nostre urla di disappunto? Si? Bene, allora.

Ammetterete che rimanere ancor più a lungo sotto la sferza della pioggia e della grandine possa anche non esser la massima aspirazione del vostro Narratore di fiducia? Si? Bene.  

Già, e fin qui  siamo d’accordo, ma chi di voi vuol essere così gentile d’andare a fermare il cavallo e ricondurlo sotto il riparo del Nonno? 

Vi rammenterei nelle mie preghiere serali e, fors’anche, in quelle del mattino… 

Qui tutti gli episodi de "Il nonno e il peste".

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gillo-talpa-occhi-riserva-audioL'audio fiaba è realizzata dall'Associazione CulturAbile, scritta e letta da Loredana Simonetti.

Lungo il sentiero che costeggia il Rio delle Cicale, Gillo Talpa, seduto sul tronco di una quercia secolare, ormai a riposo, tiene compagnia ai suoi pensieri, assaporando il clima mite degli ultimi giorni di primavera.

Le zampe poggiano su un piccolo bastone, che fa ciondolare un po’ a destra  e un po’ a sinistra, con cadenza regolare, come se accompagnasse un motivo musicale;  il pelo, color castano,  è opaco ma, nonostante abbia perso la sua lucentezza,  è morbido e ordinato. Gillo, nella sua assoluta cecità, ha un aspetto sereno.

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presento-sacco-pulci-2Ben ritrovati, miei arguti Lettori. Di Sacco di Pulci già vi accennai, nevvero? Recentemente nell’episodio “ Un inseguimento nel bosco”…

Ed ora è proprio lui, cavallo di pelo grigio opaco dall’aspetto malinconico che pare sempre sul punto di afflosciarsi al suolo ed esalare l’ultimo respiro, che s’appresta a trascinare l’enorme carico di legna da legna da ardere  verso la lontana Capanna Tassoni.

Qui tutti gli episodi de "Il nonno e il peste".

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parla-pellegrino

Vi rammento miei arguti Lettori che il Peste aveva interrotto la narrazione, per divorare un biscotto allo zenzero, al momento in cui il vostro Narratore di Fiducia s’era introdotto nel palazzo del Duca di Ferrara per consegnare una crema di bellezza a Monna Fiamma.

Monna amata da tal timidissimo Agirulfo Dei Tosi signorotto nel contado di Ferrara.

Ammetterete che introdursi, di soppiatto,  nella casa presidiata di un Potente possa dar qualche problema, nevvero?

E senza l’aiuto della Franca, che mi aveva dato un orcetto di crema per una fantesca non avrei certo avuto l’aiuto di una corda penzolante fuori da una finestra di detto palazzo…

Qui tutti gli episodi de "Il nonno e il peste".

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parla-pellegrinoIl carretto trainato da Sacco di Pulci, di cui già vi parlai, sta riconducendoci a Capanna Tassoni che mi apparirà, ancora una volta, come un fungo incastonato tra le querce, ai margini del grande Bosco.

Sul carro siamo in tre: il Peste, il Medoro ed il vostro Narratore, anche se al momento faccio il carrettiere mentre gli altri due se ne stanno spaparanzati sulla grande quantità di fieno che riempie il carro. Siamo di ritorno da un breve viaggio, voluto dal Nonno, per consegnare un bel carico di legna da ardere ed un paio di orcetti ad un signorotto, tal Agirulfo Dei Tosi,  che vive non distante da Ferrara.

Qui tutti gli episodi de "Il nonno e il peste".

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pelle-asino-audioC'era una volta un Re così potente, così ben voluto dal suo popolo e così rispettato dai suoi vicini e alleati, che poteva dirsi il più felice di tutti i monarchi della terra.

Fra le sue tante fortune, c'era anche quella di avere scelta per compagna una Principessa, bella quanto virtuosa: e questi avventurati sposi vivevano come due anime in un nocciolo.

Dal loro casto imeneo era nata una figlia, ornata di tutte le grazie e di tutte le attrattive, a segno tale da non far loro desiderare una figliuolanza più numerosa.

Il lusso, l'abbondanza, il buon gusto regnavano nel loro palazzo: i ministri erano saggi e capaci: i cortigiani virtuosi e affezionati: i domestici fidati e laboriosi: le scuderie vaste e piene de' più bei cavalli del mondo, tutti coperti di magnifiche gualdrappe.

Ma la cosa che faceva maggiormente stupire i forestieri, che venivano a visitare quelle belle scuderie, era che nel bel mezzo di esse e nel luogo più vistoso, un signor Somaro faceva sfoggio delle sue grandi e lunghe orecchie.

 

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volpe-caprone-pozzo

Una volpe vaga per i campi e cade per imprudenza in un pozzo profondo e scuro, inutilmente tenta di uscirne, ma non ha nessuna via di fuga.

Poi un caprone si ferma presso il pozzo poichè desidera bere.

Il caprone vede la volpe e chiede "è buona l'acqua?"

La scaltra volpe prepara l'insidia con le sue parole fraudolente: "Vieni, caprone", dice "guarda con i tuoi occhi l'abbondanza di acqua e gustala con le labbra".

Chinandosi nel pozzo l'ingenuo caprone, non capendo il pericolo, trova poche gocce di acqua e della sporca terra.

La volpe dalla schiena del caprone sale sul dorso e ottiene una facile fuga lasciando il caprone solo contro l'umida parete del pozzo.

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gp-bando-decenza

Miei arguti Lettori voi potrete ben comprender che quassù, a capanna Tassoni, i Bandi Comunali provenendo  dalla pianura possan giunger in ritardo ed ecco perché qualcun or  sghignazzi leggendo il Bando di Decenza da affigger, senza fallo, all’apposita tabella.

< …”Or che le giornate sian molto, molto calde accade che, al calar delle tenebre, le finestre e li balconi restino disserrati per goder della frescura et indi si fa divieto di schiamazzar nella pubblica via dopo l’ultimo rintocco dell’ora terza, poscia il tramonto.

Indi chi si sarà attardato baderà ben di non arrecar molestia ai cittadini e al lor giusto sonno.”  ….-

< In questo Bando sento odor d’incenso, fruscio di tonaca e tintinnar di rosario!  –

Qui tutti gli episodi de "Il nonno e il peste".

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vento-sole-esopo

Fiaba tratta dalle favole di Esopo.

Un giorno il sole e il vento cominciarono a litigare su chi dei due fosse il più forte.

Per risolvere la questione, il sole propose una sfida: chi fosse riuscito a far togliere il cappotto a un viandante che passava di lì sarebbe stato il più forte.

Il sole era sicuro di vincere, così lasciò che fosse il vento a cominciare.

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gatto-stivali-audioL'audio fiaba è realizzata dall'Associazione CulturAbile, letta da Luca Ruffini

[...] C'era una volta un mugnaio con tre figli, un asino, un gatto soriano e nemmeno un becco di un quattrino !

Vecchiaia e fatiche avevano logorato il corpo e la mente del mugnaio, tanto è vero che, giunto alla fine dei suoi giorni, divise i suoi averi tra i figlioli.

Al primo, Arduino, lasciò il mulino.

Al secondo, Alvaro, il somaro.

"E per te, Germano, non ho che il gatto."

Arduino ed Alvaro erano felici. "Io, con il mio mulino, e tu, con il tuo somaro, faremo società, con il servizio di consegna del macinato al domicilio dei clienti. Ci arricchiremo in pochi anni ! " [...]

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ove-parla-libro-1[...] Inorridisco, miei arguti Lettori, che  voi ben mi conoscete per la mia schiva modestia. Ma or vorreste che ribattessi per le rime a questa calunnia vestita di verità ancor che detta dall’amico Leo? Sarebbe tempo perso e mugugnando come se l’incarico mi fosse inviso m’appresto ad eseguirlo. [...]

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gnomi-audio

[...] Di buon mattino trovò pronte anche queste altre quattro paia e così andò via. Quello che tagliava la sera era pronto al mattino così che ben presto egli poté di nuovo vivere più che bene e finì per diventare un uomo benestante.

Ora accadde che una sera, era vicino il Natale, l’uomo preparò le scarpe tagliate e, prima di andare a letto, disse alla moglie: “Cosa diresti se questa notte stessimo svegli per vedere chi ci aiuta con mano così generosa?” [...]

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credere-fiabe-bosco-1Capanna Tassoni pare un fungo incastonato tra le querce, ai margini del grande bosco, con il suo tetto di paglia reso scintillante dall’umidità. Dal comignolo di pietra saltella uno sbuffo allegro di fumo grigio argenteo, dalle finestrelle una calda luce dorata, cade tra l’erba e rimbalza sui tronchi vicini.

L’Oste è il “Nonno”, avo di un nipote, un fanciullo magro con una zazzera bionda ribelle, detto il “Peste”.   Irriverente dall’espressione ‘vispa’ e simpatica!

Nell’Ostaria è come essere in una grande zucca odorosa di cera d’api e di pino.

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grandiosa-battuta-cacciaCapanna Tassoni pare un fungo incastonato tra le querce, ai margini del grande bosco, con il suo tetto di paglia che l’umidità rende scintillante. Dal comignolo di pietra fuoriesce il solito sbuffo di fumo ad indicare che il camino stia facendo il suo dovere. Per un Pellegrino questa è sempre una bella visione.

Passo, fingendo di nulla, tra quattro carrozze ferme che esibiscono stemmi nobiliari scintillanti d’oro. Al margine della radura una folla di cavalieri, battitori, paggi e servitori.

I bei cavalli vengono accuditi, rifocillati e strigliati. Due uomini lucidano i finimenti di cuoio.

Un apparato del genere può voler dire solo una cosa, miei arguti Lettori, il Conte Pietrino dei Pugini, signorotto del luogo,  è venuto fin quassù per una battuta di caccia nel Bosco.

Qui tutti gli episodi de "Il nonno e il peste".

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topo-citta-campagna-audioUn Topo campagnol venne invitato
con molta civiltà
a un pranzo di beccacce allo stufato
da un Topo di città.
Seduti su un tappeto di Turchia
coi piatti avanti a sé,
mangiavan quella grassa leccornia
felici come re.

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gabelliere-aristide-scannabecchi-audioGuardò il fanciullo allontanarsi, a passo stanco, con le spalle curve affiancando il somaro spelacchiato che faceva ondeggiare il basto vuoto, sulla schiena ossuta.  Fanciullo e l’animale rappresentavano la tristezza, la sconfitta se non la disperazione.

L’Aristide fece per richiamarlo, ma non poteva: la legge è legge, ed andava rispettata!

Puntuale, come lo scherzo di un Belzebù, una folata d’aria, resa gelida dalla coltre di neve, non lontana,  si abbatté sui due facendo sbattere la mantelletta del fanciullo magro.

Qui tutti gli episodi de "Il nonno e il peste".

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giraffa-vanitosa-audio

Tratta da una fiaba popolare africana.

Ai limiti di una grande foresta, in Africa, viveva tra gli altri animali una giraffa bellissima, agile e snella, più alta di qualunque altra.

Sapendo di essere ammirata non solo dalle sue compagne ma da tutti gli animali era diventata superba e non aveva più rispetto per nessuno, né dava aiuto a chi glielo chiedeva.

Anzi se ne andava in giro tutto il santo giorno per mostrare la sua bellezza agli uni e agli altri dicendo:

- Guardatemi, io sono la più bella. -

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sindbad-marinaio-primo-viaggio-audioEravi a Bagdad un povero facchino chiamato Sindbad. Un giorno mentre era occupato nei suoi tristi pensieri, vide uscire da un palazzo un servo che venne a prenderlo per un braccio, dicendogli:

— Seguitemi; il signor Sindbad, mio padrone, vuol parlarvi.

E lo condusse seco, introducendolo in una gran sala, ove erano molte persone intorno ad una tavola coperta d’ogni specie di vivande delicate. Vedevasi al posto d’onore un personaggio grave, ben fatto e venerabile per la sua lunga barba bianca, e dietro a lui erano in piedi molti ufficiali e famigliari intenti a servirlo.

Questo personaggio era Sindbad.

Tratto da "Le mille e una notte"

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ragno-uva-audioL'originale di Leonardo da Vinci

Il ragno, stante infra all’uve,

pigliava le mosche che in su tale uve si pascevan.

Venne la vendemmia,

e fu pesto il ragno insieme coll’uve.

 

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