11Mag
2017

La grande festa sull’acqua

Fiaba di: nonna lulù

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La fiaba

C’era una volta, in un grande prato ai limiti di un bosco, un laghetto che ospitava rane, rospi  e libellule. Durante il periodo invernale le rane e i rospi andavano in letargo ma con l’arrivo della primavera le femmine erano pronte a deporre le migliaia di uova.

Le libellule invece, che non sopravvivono al clima invernale, popolavano il laghetto in primavera, dopo la schiusa delle uova. In questo laghetto rane e libellule vivevano in armonia, cosa piuttosto insolita.

La nostra storia parla della rana Giuditta e della libellula Libera.

Le libellule amavano volteggiare sul laghetto, facendo acrobazie vibrando le ali trasparenti  e sfrecciando a pelo d’acqua. Libera invece amava volteggiare intorno a Giuditta che saltava verso di lei, ma per gioco. Era uno spasso vederle giocare insieme.

Ma durante una estate molto torrida il laghetto si prosciugò mettendo a repentaglio la vita di tutte le rane e girini. Senza l’acqua non avrebbero potuto sopravvivere.

Libera si accorse subito della tragica situazione, doveva escogitare un sistema,  per fare sopravvivere la sua amica rana e i suoi girini. Dopo aver riflettuto sul da farsi, capì che l’unica cosa possibile era di farle spostare in un laghetto più grande e profondo, sempre pieno d’acqua. Nelle sue perlustrazioni giornaliere a caccia di zanzare e altri insetti, aveva visto un laghetto poco distante con queste caratteristiche. Andava benissimo!

Il problema adesso era riuscire a far arrivare Giuditta e i girini fino al lago. Aveva notato che vi era un percorso più lungo ma in quel tratto si erano formati molti acquitrini. Erano perfetti per far riposare la rana all’umido e poi rifarla ripartire.

Ma i girini, con il sole cocente non sarebbero mai giunti vivi al laghetto.

Radunò tutte le altre libellule e insieme decisero di caricarsi sulle ali tutti i girini della rana Giuditta.

Durante questo faticoso trasporto, che metteva molto in difficoltà le libellule, non abituate a portare un peso, anche se minimo, sulle ali,  giunse un terribile temporale: tuoni, fulmini e il vento che soffiava forte, costrinse queste a  fermarsi, a trovare un riparo.

La pioggia però agevolò Giuditta che, non contenta di questo privilegio che aveva avuto nei confronti delle altre sue compagne e compagni, ne approfittò per tornare indietro, incitandoli a spostarsi definitivamente verso il nuovo vicino lago.

Tutti si prepararono per il “grande viaggio”, non si erano mai allontanati da quel laghetto, per cui la curiosità di posti nuovi erano tanta, mista però a paura dell’incognito.

Terminato il temporale Libera fece da capo giuda, seguita dalle altre libellule in volo, mentre rane e rospi saltellavano qua e là. Tutti contenti!

Era bellissimo vederli avviare tutti insieme verso la nuova residenza.

Giunte a destinazione le libellule improvvisarono una dolcissima danza sul lago, volteggiando, librandosi in volo, tutte in cerchio, in un grande girotondo,  mentre le rane, gracidando, intonarono una canzone di ringraziamento! E improvvisamente un grande arcobaleno, rallegrò ulteriormente questa gioiosa giornata.

Fu una grande e indimenticabile festa per tutti!

C’era una volta, in un grande prato ai limiti di un bosco, un laghetto che ospitava rane, rospi  e libellule. Durante il periodo invernale le rane e i rospi andavano in letargo ma con l’arrivo della primavera le femmine erano pronte a deporre le migliaia di uova.

Le libellule invece, che non sopravvivono al clima invernale, popolavano il laghetto in primavera, dopo la schiusa delle uova. In questo laghetto rane e libellule vivevano in armonia, cosa piuttosto insolita.

La nostra storia parla della rana Giuditta e della libellula Libera.

Le libellule amavano volteggiare sul laghetto, facendo acrobazie vibrando le ali trasparenti  e sfrecciando a pelo d’acqua. Libera invece amava volteggiare intorno a Giuditta che saltava verso di lei, ma per gioco. Era uno spasso vederle giocare insieme.

Ma durante una estate molto torrida il laghetto si prosciugò mettendo a repentaglio la vita di tutte le rane e girini. Senza l’acqua non avrebbero potuto sopravvivere.

Libera si accorse subito della tragica situazione, doveva escogitare un sistema,  per fare sopravvivere la sua amica rana e i suoi girini. Dopo aver riflettuto sul da farsi, capì che l’unica cosa possibile era di farle spostare in un laghetto più grande e profondo, sempre pieno d’acqua. Nelle sue perlustrazioni giornaliere a caccia di zanzare e altri insetti, aveva visto un laghetto poco distante con queste caratteristiche. Andava benissimo!

Il problema adesso era riuscire a far arrivare Giuditta e i girini fino al lago. Aveva notato che vi era un percorso più lungo ma in quel tratto si erano formati molti acquitrini. Erano perfetti per far riposare la rana all’umido e poi rifarla ripartire.

Ma i girini, con il sole cocente non sarebbero mai giunti vivi al laghetto.

Radunò tutte le altre libellule e insieme decisero di caricarsi sulle ali tutti i girini della rana Giuditta.

Durante questo faticoso trasporto, che metteva molto in difficoltà le libellule, non abituate a portare un peso, anche se minimo, sulle ali,  giunse un terribile temporale: tuoni, fulmini e il vento che soffiava forte, costrinse queste a  fermarsi, a trovare un riparo.

La pioggia però agevolò Giuditta che, non contenta di questo privilegio che aveva avuto nei confronti delle altre sue compagne e compagni, ne approfittò per tornare indietro, incitandoli a spostarsi definitivamente verso il nuovo vicino lago.

Tutti si prepararono per il “grande viaggio”, non si erano mai allontanati da quel laghetto, per cui la curiosità di posti nuovi erano tanta, mista però a paura dell’incognito.

Terminato il temporale Libera fece da capo giuda, seguita dalle altre libellule in volo, mentre rane e rospi saltellavano qua e là. Tutti contenti!

Era bellissimo vederli avviare tutti insieme verso la nuova residenza.

Giunte a destinazione le libellule improvvisarono una dolcissima danza sul lago, volteggiando, librandosi in volo, tutte in cerchio, in un grande girotondo,  mentre le rane, gracidando, intonarono una canzone di ringraziamento! E improvvisamente un grande arcobaleno, rallegrò ulteriormente questa gioiosa giornata.

Fu una grande e indimenticabile festa per tutti!

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