19Giu
2017

Il pirata Penny

Fiaba di: MARA MENINO

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La fiaba

Dedicata al mio cagnolino volato sul ponte

C’era una volta una terra lontana circondata da mari cristallini ed abitata da fantastiche popolazioni. Una nave pirata procedeva a vele spiegate, battendo una bandiera inconfondibile: un muso di cane rabbioso con un ghigno perfido.

Era la nave del temibile pirata Penny.

L’imbarcazione metteva in allerta gli abitanti delle isole. Il pirata Penny, un cane meticcio un tempo giovane e scattante, ma ora ormai divenuto vecchio e malandato, era celebre per aver scovato grandi tesori ed aver combattuto fervide battaglie. In quei giorni tutti sapevano che un nuovo obiettivo era prefissato nella sua mente e che nessuno lo avrebbe fermato per raggiungerlo.

“Capitano, ho controllato la rotta e dovremmo arrivare all’isola indicata dalla mappa entro due giorni “.

Zoe era il braccio destro di Penny, il suo pelo bianco e riccio spiccava da sotto la maglia a strisce rosse e blu ed una bandana dello stesso colore adornava il lungo collo, tipico della razza da cui discendeva, i barboni.

Ai tempi in cui aveva conosciuto il pirata, Zoe aveva dovuto fare spesso i conti con i suoi denti, i quali seppur radi e malandati, gli avevano inferto morsi terribili.

In seguito, vista la tenacia che Zoe aveva dimostrato ogni giorno tenendogli testa, Penny decise di dargli l’opportunità di servirlo durante un assalto e da allora il loro rapporto andò migliorando.

“Bene Zoe, puoi dire a Black che attraccheremo alla vicina Isola di Barf, viste le tempistiche, possiamo concederci un pasto a terra e finalmente della morbida sabbia per espletare i nostri bisogni “.
Zoe quindi si congedò andando dritto dal marinaio Black, l’addetto al pilotaggio della nave.

Black era un pastore tedesco di mezza età ed aveva conosciuto Penny quando questi restò fermo sulla sua isola. Black non lo lasciò mai e lo tenne sempre informato sulle possibili piste da seguire.

Anche questa volta, fu lui a trovare la mappa del tesoro che stavano cercando.

“Molto bene, darò subito l’ordine di gettare le ancore” disse Black non appena Zoe gli riferì le istruzioni del pirata.

Penny intanto osservava intento la mappa e, non appena Zoe tornò in cabina, gli disse con una strana luce negli occhi:

“Quel dente sarà mio e così finalmente riacquisterò stima e gloria”.

Vista l’espressione perplessa del marinaio, proseguì ” Vedi, si trova proprio qui ” indicando un punto sulla mappa cerchiato in rosso ” L’isola Ossobuco è dove dicono che il mio antenato, il pirata Flappy, abbia nascosto il suo magico canino d’oro. Quando lo avrò trovato potrò indossarlo e finalmente darò un aspetto diverso alla mia vecchia bocca sdentata acquistando anche il grande potere del morso letale!” e scoppiò in una rauca risata.

Zoe evitò di dirgli che poche ore prima, era venuto a conoscenza che, anche il suo nemico, il pirata Luna, era sulle tracce del tesoro. Luna era uno splendido gatto femmina dal lungo pelo grigio. Quando lei e Penny erano giovani e vivevano vicini, nonostante appartenessero a specie diverse, erano molto amici e rispettosi l’uno dell’altra. Facevano lunghe chiacchierate mentre giocavano nell’erba ed a volte dormivano accucciati vicini. Un giorno però, Luna decise di diventare un pirata per dimostrare che anche i felini sapevano essere temibili ed aveva arruolato un suo equipaggio.
Incominciò così a dare battaglia a Penny, il quale ebbe sempre la meglio, tranne l’ultima volta. Luna riuscì a soffiargli il guinzaglio della mitica razza dei boxer che permetteva a chi lo possedeva, di agganciare i nemici e tenerli in pugno senza che potessero liberarsi. Per Penny fu un vero affronto, sconfitto da un gatto e per giunta femmina. Decise quindi di ritirarsi sulla sua isola meditando il da farsi ed aspettando il momento giusto per cercare la sua rivincita.

Questa volta Zoe era sicuro che non si sarebbe fatto mettere gli artigli in testa.

Il mattino seguente, dopo svariate corse sulla sabbia ed una bella mangiata di selvaggina dell’isola, l’equipaggio di Penny era pronto a ripartire in direzione dell’Isola Ossobuco.

Zoe osservava l’orizzonte pensando al momento migliore per parlare della minaccia di Luna, quando all’improvviso fece un balzo sulle zampe.

Da lontano, una nave con una bandiera a forma di orecchie di gatto, avanzava nella loro direzione ed il marinaio ebbe una stretta alla gola. Luna aveva fatto più in fretta di quanto pensasse!

Corse subito sottocoperta ad avvertire Penny. Il vecchio cane stava riposando sul suo cuscino preferito, russando beatamente.

Zoe provò ad abbaiare piano per non spaventarlo, ma purtroppo il pirata stava diventando anche sordo e quindi, dopo vari inutili tentativi, fu costretto a balzargli sulla testa.

” Che diavolo combini Zoe! Ti darò in pasto agli squali!” gridò Penny sussultando per lo spavento.

” Mi scusi capitano, ma abbiamo un problema e non potevo fare altrimenti”.

Il pirata lo scrutò sbuffando e grugnendo, ma poi si calmò e mettendosi a sedere, disse ” Parla marinaio, spero tu abbia un valido motivo per avermi arrecato un simile affronto”.

“Mi dispiace darle questa notizia, ma ho appena avvistato la nave di Luna…si sta avvicinando rapidamente”.

Zoe attese la reazione di Penny il quale, se ne stava in silenzio con lo sguardo fisso fuori dall’oblò.

” Sapevo che ci avrebbero raggiunti, qualcuno deve aver divulgato le mie informazioni” disse. “Bene, questa volta non l’avranno vinta quei gattacci da quattro soldi” e così dicendo, balzò giù dal cuscino e si avviò verso il ponte.

” Tenetevi pronti a caricare i cannoni, tra qualche miglio ci sarà una rientranza nella scogliera, ci apposteremo e non appena Luna sarà a tiro, faremo fuoco! Farò vedere io chi è il vero pirata!” gridò soddisfatto.

Black fece eseguire l’ordine e, poco dopo, la nave di Penny fece una brusca virata in direzione della scogliera.

Luna, che stava osservando con il suo cannocchiale, non credeva ai suoi occhi.

“Cosa diavolo stanno facendo? E’ pieno di scogli affioranti quel punto, si incaglieranno! Al vecchio Penny deve essere dato di volta il cervello!”.

Ordinò quindi al suo equipaggio di mantenere la rotta e di non seguire più il nemico.

Penny intanto attendeva il suo momento, i cannoni erano puntati e tutti erano pronti a fare fuoco. La nave traballava vicino agli scogli, ma il pirata sapeva bene quello che faceva.

Dopo alcuni istanti, dalla scogliera spuntò la prua dell’imbarcazione felina e fu allora che Zoe abbaiò a gran voce “Carica!” e poco dopo Penny ringhiò “Fuoco!”.

Un boato si sparse lungo la costa e l’equipaggio di Luna si accorse quindi dell’imboscata cercando di correre ai ripari.

“Presto! Virate tutto a sinistra!” gridò Luna affannandosi da una parte all’altra della nave. L’equipaggio si mise freneticamente in postazione per cercare di evitare le bombe, ma purtroppo una centrò un fianco che incominciò ad imbarcare acqua.

Zoe, che stava controllando con il cannocchiale, gridò “Colpiti!”.

Penny a quel punto scoppiò in una risata soddisfatta e diede l’ordine di uscire dalla rientranza e di continuare lungo la rotta stabilita.

“Per un po’ avranno il loro da fare, finalmente mi sono liberato di quel gattaccio” pensò tra sé, ma proprio in quel momento riaffiorò nella sua mente il giorno in cui, tentando di scappare da un nemico, era rimasto incastrato sotto una rete metallica e avrebbe fatto una brutta fine se Luna non fosse corsa in suo aiuto riuscendo a liberarlo con gli artigli.

Erano passati tanti anni da allora ed il pirata scacciò subito quel ricordo dalla mente cercando di concentrarsi sul suo obiettivo.

L’isola Ossobuco era ormai davanti ai loro occhi e dopo poche ore riuscirono ad approdarvi.

Scesero tutti di corsa dalla nave dirigendosi verso il punto stabilito dalla mappa e con il naso piantato a terra per fiutare eventuali trappole o nemici.

Dovettero entrare in una fitta boscaglia, qualcuno si graffiò i polpastrelli con le spine di alcune piante, ma erano abituati a ben peggio.

Giunsero quindi ad un grande masso ricoperto di vegetazione e, dopo che Penny ebbe dato l’ordine, iniziarono a scavare tutti insieme.

Ci volle un bel po’ di tempo, i musi erano infangati ed anche le zampe ed il pelo, ma ad un tratto videro finalmente brillare qualcosa in mezzo al terriccio.

“Il canino d’oro!” esclamò Penny non credendo ai suoi occhi.

Come lo afferrò con la bocca, magicamente il dente si mise a brillare collocandosi dove il pirata aveva un grosso buco sulla gengiva superiore.

Zoe era meravigliato, ma notò che Penny aveva qualcosa di strano.

Non sembrava felice ed entusiasta come avrebbe dovuto essere, era invece turbato e malinconico.

“Capitano, qualcosa non va? “ chiese .

Penny ricordava nuovamente quel giorno in cui Luna lo aveva salvato ed ora, sapendola in mezzo al mare ad affondare, provava rimorso e non riusciva a gioire per il suo tesoro. Prese allora una decisione che non avrebbe mai immaginato: “Marinai, andiamo a salvare Luna ed il suo equipaggio”.

I pirati rimasero tutti stupiti, ma in cuor loro erano contenti della decisione di Penny.

Si affrettarono quindi a tornare sulla nave e remarono a più non posso per arrivare in tempo nel punto in cui l’imbarcazione stava affondando.

Trovarono l’equipaggio di Luna che si affannava cercando di chiudere il buco ed eliminare l’acqua imbarcata, ma i tentativi erano vani.

Molti erano già in mare sostenendosi con alcuni assi di legno fuoriusciti dalla nave.

Penny allora si avvicinò piano e gridò ai suoi marinai di aiutare i gatti in acqua allungando loro i remi e gettando funi.

Per fortuna, poco dopo, erano quasi tutti in salvo, tranne Luna.

Penny non riusciva a trovarla e si buttò sulla sua nave cercandola disperatamente.

La trovò incastrata sotto l’albero di una vela caduta e, con immenso sforzo, tirando con i denti, riuscì a liberarla grazie anche al canino d’oro ed alla sua potente forza.

Luna, che era semi incosciente, si accorse subito del tesoro nella bocca di Penny e, con un filo di voce, disse “Ce l’hai fatta, hai vinto questa volta”.

Penny allora la guardò dolcemente e rispose “Ce l’abbiamo fatta, questo tesoro è di entrambi, non c’è soddisfazione senza poterlo condividere con un’amica” e proseguì

“Mi dispiace Luna, avevo dimenticato quello che ci lega e nessun tesoro potrà mai essere più prezioso della nostra amicizia”.

Luna fu felice, leccò il muso di Penny ed insieme tornarono sulla nave dai loro equipaggi.

Da quel giorno ci furono due temibili pirati a solcare con la loro barca i mari delle isole, due pirati uniti da un rapporto speciale che va sempre difeso a qualsiasi costo e nonostante le apparenti differenze: l’amicizia vera.

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