21Apr
2017

La leggenda di Primavera, fiori, fate e farfalle

Fiaba di: Ellera Ferrante di Ruffana

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La fiaba

C’ era una volta: … una soleggiata e profumata mattina.

La foresta si stava svegliando con i suoi molteplici, deliziosi animali, mentre la neve sulle cime delle montagne si stava sciogliendo seppur ai timidi raggi del sole e i prati inizivano a respirare dolcemente grazie alle fresche brezze mattutine.

Ad un certo punto si udì un suono e tutti gli animali esultarono inebriati a quell’ armonia perchè Lei, si era svegliata.

Tutti si diressero al centro della verde foresta nei pressi di una caverna da dove proveniva un dolce profumo di fiori appena sbocciati mentre una melodia allegra aleggiava nell’ aria con fiori che brillavano miracolosamente un pò dovunque.

Che meraviglia …

Ad un certo punto, da quel buco nella pietra, si intravvide una luce che non solo scaldava i nostri amici animali, ma addirittura li arricchiva di un’ energia indicibile e straordinaria e si vide apparire una Fata con un vestito azzurro e lungo fino ai piedini, i capelli lunghi e biondi intrecciati con una corona tutta di fiori con le orecchie a punta che si intersecavano a fili d’ oro,

Gli occhi verdi come smeraldi ed un bellissimo sorriso.

Intorno a Lei, volteggiavano milioni di farfalle dai variopinti colori, graziosissime api e coccinelle portafortuna.

Nell’ usciva da quella caverna, visto che era rimasta fin troppo a riposo, la Fata cantava con il suo cuore d’ amoree danzando dolcemente tipico di chi ha l’ animo puro, rabbrividendo solo quando i deliziosi piedini entrarono in contatto con il terreno della foresta.

Tutti gli animali la guardavano tranquilli ed ammirati.

Lei era la vita ed il risveglio dopo il profondo sonno invernale di tutta la natura!

Dopo un po’ la Fata si girò verso l’ orizzonte per guardare oltre la foresta, lontano da quel luogo finchè si senti avvicinare al galoppo, un unicorno bianco tanto da farLa sorridere ancora più intensamente.

Gli occhi dell’ unicorno erano blu ed il corno argentato.

La Fata si avvicinò cautamente, aprì la mano ed apparve magicamente un pomo d’ argento.

Lei s’ inchinò con l’ eleganza degna di una vera principessa davanti all’ unicorno con il pomo d’ argento rivolto verso il muso del cavallo che prima lo annusò con sospetto e poi lentamente lo mangiò.

A quel punto lei lo accarezza dolcemente sul musetto per poi levarsi leggiadra come una piuma finire in groppa come un’ amazzone per partire insieme al galoppo lasciando dietro di sè un ‘ aroma di vera poesia così come era apparsa.

Gli animali che erano rimasti ad osservare la scena sapevano cosa sarebbe successo da lì a poco,

La Fata sarebbe corsa a cavallo tra vari territori risvegliando la natura con il dolce profumo della vita.

Perchè Lei era ed è la Primavera:

Tutte le Fate di primavera che sono bellissime e profumatissime alcune delle quali addirittura nasconk da una goccia di rugiada sciolta dai primi raggi del sole del mattino scivolando all’ interno dei boccioli dei fiori, per schiuderli e dar vita ad una nuova Creatura Fatata.

Una volta nata, ciascuna Fatina ha un proprio fiore che custodisce al quale è legata fin dalla nascita e da quest’ ultimo dipende la sua vita essendone legata fin dal profondo del cuore coltivandone le energie da lui sprigionate.

Questa Magia è stata e sarà per sempre …

Le Fate studiano i poteri dei preziosi Fiori e le loro capacità comunicative attraverso i libri custoditi in America.

Forse sono di allineamento positivo e la loro indole dipende dall’ appartenenza ad una determinata famiglia e sentimento.

Quindi ad esempio le Fate che nasceranno nella famiglia delle Rose, saranno molto più passionali di quelle nate nella famiglia della Ninfea che saranno più propense alla purezza e così via…fino ad arrivare con la loro Magìa a Voi Tutti, Grandi e Piccini.

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