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Concorso "fiaba della settimana"

In collaborazione con:
pianeta-mamma

Tutte le fiabe inviate partecipano al concorso "fiaba della settimana" lanciato da Ti racconto una fiaba in collaborazione con Pianeta Mamma per dare ancora più visibilità alle tue fiabe.

Qui trovi tutte le informazioni e il regolamento completo.

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galileo-topino-bibliotecaIn un angolino remoto e lontano, situato nella fantasia di un illustratore dilettante, viveva, in mezzo a tanti libri di favole e di fiabe, un topino di nome Galileo.

Galileo, fin da piccino, aveva contratto la passione per la lettura. Era follemente innamorato di tutte quelle storie dove si parla di principi, fate e folletti. Quando era preso da una storia appassionante, si dimenticava persino di mangiare, e con le unghiette delle sue minute zampine sfogliava, una dopo l’altra, tutte le pagine fino a che non arrivava a leggere l’ultima parola.

Per questa sua strana passione, era preso in giro da tutti i suoi fratellini, i quali squittivano ogniqualvolta lo vedeva immerso a decifrare quegli incomprensibili geroglifici che gli umani chiamano lettere.

Bisogna dire che Galileo aveva un aspetto davvero buffo e divertente. Il topino di biblioteca se ne andava in giro con due enormi occhiali cerchiati in oro calati sul suo musetto appuntito, e tra l’orecchio aveva infilato una matita per sottolineare tutte le paroline che non conosceva. Ogni volta che leggeva una fiaba nuova il suo nasino cominciava ad arricciarsi e gli occhi miopi a orbitare come due piccoli satelliti intorno alla luna.

Galileo è un lettore pericoloso, temuto da tutti i favolisti. Se inizia a leggere una favola poco interessante, cominciava rigo dopo rigo ad annoiarsi. La noia si sa provoca dei lunghi e interminabili sbadigli. E così, sbadiglio dopo sbadiglio, il topino comincia ad avvertire un forte languorino sulla punta dello stomaco. Quello è il segnale che ha fame. Ma non avendo nessun pezzetto di formaggio da mettere sotto i dentini, Galileo comincia a rosicchiare le pagine. Rosicchia una pagina, ne rosicchia un’altra, fino a che la fame non gli passa, ma a quel punto la fiaba non c’è più.

Se, invece, la storia gli piace, si dimentica completamente di avere fame, ed è capace di rileggerla anche un centinaio di volte fino a che non la impara a memoria. Per questo motivo tutti gli autori di favole e fiabe temono la critica roditrice di Galileo.