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Concorso "fiaba della settimana"

In collaborazione con:
pianeta-mamma

Tutte le fiabe inviate partecipano al concorso "fiaba della settimana" lanciato da Ti racconto una fiaba in collaborazione con Pianeta Mamma per dare ancora più visibilità alle tue fiabe.

Qui trovi tutte le informazioni e il regolamento completo.

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Le altre fiabe

signora-tempoQui tutte le puntate.

Yaris aveva inforcato gli occhiali, e stava guardando il monitor principale del Tardis, aveva deciso di cercare delle informazioni sul disco del tempo. Luce gli aveva detto che ogni persona che incrociavano nel loro cammino era predisposta dal tempo.

Quando però lui le aveva chiesto che ruolo avessero Catrin, Clarissa e le altre, lei non aveva saputo cosa rispondere, forse il disco del tempo era la risposta, Yaris sentiva che c'era qualcosa che doveva ricordare, ma non ci riusciva, era lontano nel tempo, o forse doveva ancora accadere.

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villaggio-lombrichiC'era una volta un villaggio di nome Lombrichetto, si trovava nelle fonde zolle di una collinetta appena sotto il bosco, gli abitanti erano lombrichi molto operosi.

Il centro, raccolto in una manciata di terra, aveva le strade pulite e nessuna scritta sui muri, era ben tenuto sia dagli abitanti che dall'amministrazione comunale.

La vita nei cunicoli sotterranei non conosceva soste, il tempo non era scandito dal giorno o dalla notte, quindi ad ogni ora si poteva andare al ristorante, magari da Luisa, una lombrica grassoccia che, se non era ai fornelli, stava sull'uscio della sua cucina. Cercava refrigerio agitando vicino al muso il grembiule maculato dagli schizzi di sughi di sua invenzione.

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terza-notteLa piccola gallinella fece, per la prima volta, tre uova e si mise, pazientemente, a covarle.

Mentre i giorni lentamente passavano, la dolce gallinella immaginava come potevano essere i suoi piccoli e non vedeva l'ora della schiusa, avvicinandosi alla schiusa si mise ad ascoltare i piccolissimi movimenti delle tre uova.

Passarono così circa tre settimane e finalmente, una notte, la gallinella avvertì la schiusa del primo uovo e , successivamente, quella del secondo.

Tutta eccitata attese la schiusa del terzo che però non avvenne.

L'alba la sorprese preoccupata ed agitata perché si chiedeva come mai il terzo uovo non si apriva, anche se si ripeteva che presto sarebbe accaduto.

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fontanellaLa fontanella sobbalzò non tanto per la voce tonante dell'oratore e nemmeno per il battimano che ne era seguito, quanto per la frase che aveva sentito:

- Presto toglieremo l'ultima ormai vecchia fontanella -

- Parlano di me - pensò la fontanella - ma per quale motivo mi vogliono sostituire?, non ho mai fatto male a nessuno, è vero che sono l'ultima ed anche vecchia ma ho sempre svolto il mio compito con estrema precisione senza mai fare distinzione tra esseri umani ed animali. -

La voce continuò :

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lola-gondolaQuella mattina, mentre scivolava lentamente nell'acqua dei canali di Venezia, Lola la gondola ripensava alla sua vita.

Quella sarebbe stata l'ultima volta che navigava per Venezia portando a spasso il suo padrone Bepi e sua moglie la dolce Ninetta.

L'aria era dolce e il cielo terso si rispecchiava nelle acque calme dei canali mentre i due figli di Bepi e Ninetta si davano il cambio nel vogare lentamente come aveva insegnato loro il padre, senza fretta, perché chi aveva fretta di spostarsi per Venezia prendeva i traghetti, come diceva sempre Bepi.

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amico-sempre-presente

Giunge l’estate e con essa finisce l’attesa. Dà alla luce, Eliana la rana, una piccina tenera e bella, cui i genitori raggianti danno il nome di Ciccièlia. Eliana riposa mentre Ciccio bisonte la culla, oppure canticchia mentre Eliana l’allatta.

Passano i giorni. Ciccièlia cresce amata e felice, gracchia soltanto se ha fame o è bagnata.

Un giorno d’inverno, ahimè! la piccina s’ammala.

Rifiuta la pappa, tossisce poi piange. Rossi i guanciotti, termometro a mille! Si dispera l’Eliana mentre Ciccio si fionda a chiamare il dottore.

Incontra per strada Gigi Canguro che, malgrado la neve, procede spedito a salti e balzelli, diretto alla tana per giocar con Ciccièlia, cui porta in dono vermetti ed insetti di buon caramello.

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angelo-giardiniereIl giorno dopo la creazione Dio inviò il suo angelo giardiniere sulla Terra con un compito molto importante: dare un nome a tutti i fiori che incontrava.

Allora l'angelo giardiniere partì subito, perchè era onorato di poter fare una cosa così bella: si buttò in picchiata dal Paradiso in direzione Terra e iniziò a planare con le grandi ali aperte multicolori sui prati , sui monti, sulle colline, sopra gli alberi: che spettacolo tutti quei fiori.

Puntando il dito iniziò così dicendo: Oh, come sei bella! Tu ti chiamerai Rosa; poi vide lì vicino un fusto alto e snello: Tu sarai Giglio.

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seguendo-destino-prologoQui tutte le puntate.

Hagor Saud Flyd, sovrano della galassia del Drago Minore, era seduto alla scrivania del suo studio privato, e stava guardando attraverso la porta a vetri, che dava sul piccolo giardino; sembrava che osservasse lo zampillare dell'acqua che fuori usciva dai cannoncini della piccola fontana a forma di nave, ma il suo sguardo andava oltre, verso un orizzonte lontano, infatti, egli stava ripensando agli avvenimenti che lo avevano fatto diventare l'uomo d'oggi.

Hagor non era originario della galassia che governava, ma proveniva dalla nebulosa dell'Aquilae più precisamente dal pianeta Flyd, e non sapeva perché la sua famiglia portasse lo stesso nome del pianeta.

Le galassie conosciute, invece prendevano il nome dalla loro forma, visibile solo da molte migliaia di chilometri di distanza, e non facevano eccezione né la nebulosa del Drago Minore né dell'Aquila.

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stellina-mareLa piccola stellina di mare sapeva che l'estate era arrivata, l'aveva capito guardando i tanti ombrelloni aperti e  i bagnanti che ormai gremivano la spiaggia.

Come tutte le mattine si era spinta sino a quel punto del bagnasciuga dove l'acqua si congiunge con la sabbia, quindi si era nascosta e si era messa a guardare i bimbi giocare.

Era talmente assorta nell'osservare i giochi dei bambini che si accorse della bimba solo quando questa si sedette accanto a lei, ma ormai era tardi, per la stellina, di nascondersi; così rimasero l'una accanto all'altra guardandosi entrambe timorose.

La stellina osservava la piccola bimba, forse di nemmeno due anni, biondina e paffutella, ma tanto tanto carina e con un visetto dolcissimo con due grandi occhi verdi come il mare, che non sapeva se doveva piangere o no.

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porcospino-monelloIl bosco dei tre aceri viveva felice a ridosso di una grande città ed era abitato da moltissime creature, alberi, piante e animali. Tutti andavano d'amore e d'accordo perchè avevano capito che, solo aiutandosi l'un l'altro, potevano sopravvivere all'inquinamento e ai problemi del mondo.

Ogni mattina, gli aceri, i pini e gli olmi fabbricavano aria pulita per tutte le creature, mentre dalle piccole sorgenti sgorgava acqua limpida che serviva a mille usi. Anche gli animali collaboravano alla vita del bosco per far funzionare ogni cosa a puntino. Mentre il gufo faceva il postino, portando le notizie da una parte all'altra, il pipistrello era il parrucchiere di tutti.

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stella-martinaNel grande firmamento del cielo, tutte le stelle si preparavano all'Alba che da lì a poco avrebbe anticipato l'entrata del Sole.

Sidrone, una tra le più anziane della sfera celeste, si accorse della nascita di una nuova stella e, nel chiarore dell'aurora, esclamò con voce calma: "Benvenuta tra gli astri, piccola mia! Come stai?".

La nuova stella restò interdetta: era ancora disorientata e scombussolata; non capiva bene chi avesse parlato, né da dove provenisse la voce.

In più non comprendeva bene in quale luogo si trovasse; forse era notte, per via del buio profondo delimitato soltanto da piccole fiammelle tutt'intorno; o forse era giorno, per via della luce, calda e accogliente, che proveniva dalla sua sinistra.

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charlotte-colloquio-toiletteCharlotte, una bambina di sei anni, si trova in viaggio con i genitori sull’autostrada, quando chiede al papà di fermarsi perché gli scappa la pipì.

Charlotte corre incitando la mamma a sbrigarsi perché non resiste più, la mamma, che non riesce a correre forte, la invita ad andare avanti.

Quando la bambina entra nella toilette, non sa di essere entrata in un mondo fantastico.

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tartarughine-camminano-pianoIn un paesino lontano lontano che per vederlo bisognava mettere gli occhiali del nonno nascevano caramelle e lecca lecca, come fiori le casette costruite con carte da gioco bastava uno starnute e cadevano tutte per terra gli abitanti di quel paesino erano delle piccole tartarughine erano tutte colorate, quando si mettevano in riga sembravano tanti bottoncini colorati che marciavano.

Queste piccole tartarughine non portavano scarpe avevano le piccole zampette sempre fredde e umide mettevano solo dei calzini di lana ma si facevano sempre male nel camminare con i sassi e le pietre delle stradine malconce per andare a scuola c'era molta strada da fare.

Una notte mentre tutte le tartarughine dormivano dei gnomi uscirono dagli alberi di fico e con scope, stracci e cera cominciarono a pulire le stradine sporche spazzarono, passarono la cera e pure l'aspirapolvere.

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signora-tempo

Qui tutte le puntate.

Clarissa pretese delle spiegazioni dal signore del tempo.

Luce le aveva detto che in teoria lei era già un medico che se fosse rimasta nello spazio le sarebbe stata riconosciuta la qualifica, e inoltre voleva sapere perché lui e Luce pensavano di esse gli ultimi signori del tempo. Il dottore le spiegò che le nozioni da lei apprese in quel periodo erano tali da potersi occupare delle varie patologie che affliggono i popoli dello spazio.

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sole-fioriC'era una volta un prato.

Un prato con tanti fiori profumati.

Su nel cielo si sentivano le grida di tante piccole gocce d'acqua colorate dell'arcobaleno; Si stavano divertendo un mondo tra di loro a mescolare il rosso con il giallo e il blu.

Ad un tratto udirono un rumore strano, un cigolio lento e continuo.

Guardarono curiose giù, verso il basso, e videro una formichina molto triste che stava trascinando un pesante carretto.

Era ricolmo di provviste per l'inverno e tra esse un grosso seme di grano.

Lei pensava sempre a tutti, poco a se stessa, per questo era triste.

Cosi, quel giorno, parlava da sola, o canticchiava non si udiva bene, e ,nel frattempo, trascinava il suo peso.

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signora-del-tempoQui tutte le puntate.

Luce e Yaek erano appena tornati da un viaggio nel passato, erano stati nell'impero del sole, i Maia, e Yaek rideva di gusto, anche in quell'occasione l'imperatore si era invaghito di Luce e ne voleva fare la sua sposa, ma la ragazza era riuscita a darsela a gambe con il suo aiuto, sempre ridendo le rammentò cosa l'imperatore le aveva detto.

"Tu sei mia e farai quello che dico io. Oh Luce dovevi vedere la tua faccia, quando poi ha cercato di afferrarti e tu l'ai scaraventato dall'altra parte della sala, il suo amore si è disciolto come la neve. Per fortuna che io sono intervenuto e ti ho portato in salvo con il teletrasporto".

"Potevo salvarmi anche da sola, bastava che schiacciassi il pulsate del medaglione, comunque è stato divertente vederlo andare a gambe all'aria" sorrise Luce.

"Mi sono divertito a viaggiare con il dottore, ma anche con te ce da divertirsi".

"Felice che ti diverti. A proposito hai trovato la sua mano?".

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maglia-florinda

Lo sapevate che quando i negozi di abbigliamento chiudono, nel silenzio della notte, le maglie tra di loro parlano?

Sì! discutono di quello che vedono e sentono e la maglia  Florinda, che è un pò chiacchierona , ci tiene a far sapere come è nata.... Dai Florinda, il foglio delle parole è tuo presentati.....

Ciao a tutti, il mio nome è Florinda, sono una maglia di lana morbida e calda, io e le mie sorelle siamo di svariati colori e il mio disegno e di molte forme, nell'intreccio dei fili di lana.

La mia nascita è un pò particolare, provengo da un piccolo paese della stupenda e meravigliosa Sardegna, dove greggi di pecore pascolano in immense radure beate al sole della mia terra.

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fotografo-mattacchioneGranello è un cagnolino mattacchione con la forte passione della fotografia, con la sua famosa macchina fotografica rossa tenta di creare ogni giorno bellissime foto colorate.

Con il titolo di fotoreporter parte nell'antichissimo villaggio Africano, direzione museo di Bogdà dove è stato invitato per fotografare resti preistorici di dinosauri rinvenuti tra la sabbia nel deserto.

Granello contento accetta con molto piacere l'invito, ma prima di partire si accinge ad indossare la sua quotidiana divisa magliettina verde, pantaloncini marroni, scarponi neri casco giallo in testa e per finire macchina fotografica rossa. Manca ancora qualcosa?

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fattoria-mattiaNella vasta pianura sorge una piccola fattoria dal tetto tutto rosso abitata da un fattore di nome Mattia che preferisce al lavoro nei campi, l'allevamento degli animali.

Nella fattoria non manca nessun animale, ci sono tutti e Mattia li ama e si prende cura di loro come se fossero figli suoi. Ai primi raggi del sole mattutino il suo primo pensiero va a gelsomina la mucca.

Mattia si alza all'alba per mungerla e poi si ferma a fare quattro chiacchiere, gelsomina sa sempre tutto ciò che succede nella fattoria ed e' piacevole sentirla parlare di questo e di quello.

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leggenda-teMolti secoli fa in Cina ci fu una terribile siccità a cui seguì un' epidemia di peste: Al timore della morte il popolo degli uomini affiancò una flebile speranza di salvezza, poiché nella memoria degli anziani c'era il ricordo di una pianta sacra e miracolosa che aveva il potere di guarire, dalle malattie e rendere fertile la terra.

Quella pianta era custodita da un drago presso una fonte d'acqua sulla montagna.

Alcuni giovani coraggiosi decisero di partire per la vetta, affrontare il drago e in seguito prendere la pianta, ma purtroppo non fecero più ritorno.

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vita-gwenUna castagna era rimasta nel bosco, mentre tutte le altre sue sorelle erano state raccolte e portate via, verso la città.

Nessuno l'aveva voluta; chi aveva allungato la mano, per prenderla, si era bucato le dita, perchè essa era ancora tutta racchiusa nel mantello spinoso.

Poi le foglie secche, e poi la neve si erano ammucchiate sopra la castagna e l'avevano fatta sprofondare nella terra buia.

- Come sono stata disgraziata - pensava la castagna. -Valeva proprio la pena di maturare per poi finire così! chissà le mie sorelle come saranno allegre nelle case degli uomini! Ora marcirò e tutto sarà finito. Bel divertimento!-

Per fortuna la castagna si addormentò, e così per molto tempo non ebbe pensieri malinconici.

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