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Le altre fiabe

come-chiama-vecchietta-befanaIn un casolare molto vecchio
tanti anni fa viveva una bambina
non aveva nulla con cui giocare
e non aveva neppure delle amichette 


perchè viveva in un posto molto

ma molto lontano, isolato dal mondo
dove era impossibile arrivarci 


Così se ne stava tutto il giorno da sola

dentro la sua stanzetta

non le voleva bene nessuno, perchè era molto brutta
aveva i peli sul viso ed un nasone grande grande

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trottolinoQuesta è la storia di un bambino di nome Enrichetto, sei anni, due occhioni scuri e una testolina di capelli neri, molto intelligente ma un po' troppo vivace.

Una disperazione per mamma e papà e anche per le maestre: non riesce a stare seduto in classe o a tavola per più di un minuto! Sempre in movimento, questo è il motivo per il quale è stato affettuosamente soprannominato Trottolino.

- Ora basta Enrichetto! Siediti e mangia la minestra, altrimenti diventa fredda! - urla la mamma.

- Stai fermo Trottolino! Non riesco a capire una sola parola del telegiornale! - tuona il papà.

- Enrichetto! Stai seduto al tuo posto e termina il compito assegnato! - dice la maestra.

Lui non lo fa per capriccio o per dispetto, proprio non ci riesce. A volte diventa triste, perché non si sente all'altezza dei suoi compagni di scuola e vorrebbe dare più soddisfazioni ai suoi genitori. Una sera d'estate, durante le tanto attese vacanze scolastiche, Enrichetto insieme ai suoi amici passano davanti un magnifico boschetto. Uno di loro, però, vede in lontananza del fumo.

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specchio-borisBoris era un bambino come tanti altri. I suoi 9 anni non gli pesavano più di tanto e passava le sue giornate leggendo, giocando, guardando la tv e divertendosi con i suoi amichetti. La sua mamma e il suo papà gli volevano un gran bene, come tutti i genitori del resto con i propri figli: insomma, tutto sembrava rientrare in quella normalità familiare che è consuetudine nella nostra società.

Un giorno, purtroppo molto triste, il suo ultimo nonno ancora in vita si ammalò gravemente. Quando il dottore uscì dalla sua stanza dopo la sua ultima visita a domicilio, parlò con i genitori di Boris i quali a capo chino ed affranti dal dolore si rivolsero al bambino seduto mestamente in disparte, come se avesse già capito che c'era ben poco da fare.

- Boris, il nonno vorrebbe parlarti. - disse la mamma al filgio.

Con molto indugio e lanciando qualche sguardo dubbioso ai suoi genitori, Boris aprì lentamente la porta entrò nella stanza del nonno.

- Oh, caro Boris ! - esclamò con voce fioca il nonno .... - scusa se è un po' buio ma, sai, il dottore è un tipo un po' pignolo e non ama che si sprechi troppa luce in occasioni come queste. -

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cavallo-bianco-contessa-katrinaNatale 1915. La Prima Guerra Mondiale fa diventare nemici anche gli amici di lungo tempo.

I bulgari residenti in Turchia sono in fuga verso la loro patria di origine.

In un paese della Bulgaria, la giovane e bella contessina Katrina Ivani si sporge dal balcone della sua casa, attirata dai rumori che salgono dalla strada: sono gli zoccoli dei cavalli che risuonano sul duro selciato, seguiti dalle ruote dei carri.

E' una carovana che ha lasciato dietro di sé il confine turco. Molti cavalieri ammirano la contessina, le rivolgono inviti, sperano che lei lanci un fiore, ma il cuore della ragazza si infiamma solo quando appare un cavaliere su un cavallo bianco.

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babbo-natale-arcobalenoBabbo Natale vestito di viola
porta doni a chi dice una parola
con le sue renne vola
facendo nell' aria una capriola.

Babbo Natale vestito di celeste
mercoledi si veste
elegante per le feste
passa sopra le teste .

Babbo Natale vestito di nero
Dice sempre il vero
è sempre sincero
lo è per davvero .

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babbo-natale-mille-colori copy copyBabbo Natale arancione
ha la faccia come un melone
mangia tanto panettone
e gli si stacca un bottone.

Babbo Natale bianco
che non è mai stanco
che dorme di fianco
sopra il banco.

Babbo Natale azzurro
si nutre di pane e burro
ruba la marmellata
con la cioccolata .

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capitello-infelice

Nella magnifica piazza di una magnifica città, sorgevano dei palazzi sontuosi e di una bellezza inenarrabile. Al fianco di essi, splendeva nelle sue forme architettoniche abbellita da stupefacenti capitelli storici, la Chiesa madre.

Essi, capolavori di rara bellezza, fin dagli albori erano stati i guardiani della piazza. Giorno e notte vigilavano guardando ogni angolo attraverso i loro buffi occhiali. Uno di quest'ultimi, da sempre era il capitello più ammirato da tutti.

Flotte di turisti arrivavano da ogni parte del mondo per ammirare e fotografare la sua bellezza e la sua imponenza. Di questo, Pit, così si chiamava il felice capitello, ne andava fiero ed era orgoglioso.

Pit si nutriva di scatti e di complimenti quotidiani. "E' una grande opera d'arte" - "è qualcosa di straordinario" - "è incredibilmente bello!" suonavano a gran voce tutti coloro che andavano in città per visitarlo.

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acciacchi-vecchia-befanaAnche quest'anno l'anziana Befana sta sistemando le ultime cosette all'interno del sacco ed eseguito la revisione alla sua scopa volante, visto i migliaia di chilometri percorsi nel cielo.

Per lei l'età sta diventando un problema: è ingrassata una decina di chili per via di un'alimentazione troppo ricca di grassi, ha sviluppato un leggero diabete, un'artrosi importante a piedi e mani, una gobba ancor più pronunciata e dolorante, oltre un perenne raffreddore dovuto all'aria gelida sul viso durante le consegne dei regali.

Quest'estate è stata dal medico, che le ha prescritto una cura a base di fanghi ed impacchi vari presso i centri termali della zona.

Ora deve iniziare il suo giro del mondo per lasciare caramelle e regali ai bambini (senza più distinzioni tra buoni e cattivi, ohimè!) Ma non crediate sia semplice, le insidie sono all'ordine del giorno.

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storia-raggio-soleUn tempo, il magnifico Sole ebbe una relazione con una stella tra le più luminose in cielo: dalla passione tra i due nacque un bellissimo fanciullo, con grandi occhi profondi come il mare e capelli sottili color biondo oro e riflessi striati di tramonto.

Il Sole fu molto orgoglioso di essere diventato padre; impiegava le ore a cullare tra i suoi raggi quel figlio adorato.

Un giorno, sbirciando sulla Terra, si rese conto che restando tra le sue calde braccia, il piccolo non avrebbe potuto fare ciò che fanno tutti i bambini, in particolare giocare, correre e saltare tra i verdi prati.

Deluso e amareggiato, decise di donare il suo pargolo alla specie umana.

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leggenda-albero-nataleEra la notte più fredda dell'anno
cadeva maestosa la neve
gli animali del bosco
stavano nascosti dentro le loro tane al caldo
gli alberi erano coperti di ghiaccio e neve

Vicino la grotta
dove in quella notte era nato il Bambinello Gesù

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babbo-natale-terra-pinguiniNei giorni che precedono il Natale, molti bambini attendono fiduciosi che la tanto sospirata festa giunga al più presto. Babbo Natale si prepara a riempire la slitta di tanti doni, dopo aver selezionato le richieste di ognuno chiude la saracinesca dell’immenso magazzino, prepara il cibo per le renne e per non incorrere ad inutili imprevisti si serve della nuova tecnologia; il navigatore satellitare.

Come un portento sfreccia veloce verso il cielo, per poi posizionarsi nella giusta direzione. Tuttavia lungo il tragitto accade che, Babbo Natale stanco del lavoro sostenuto si addormenta e non s’avvede che il veicolo si posiziona in tutt’altra direzione, esso avanza dritto verso un'ampia altura ricoperta da una coltre neve.

Babbo Natale destandosi di soprassalto si avvede dell’imminente pericolo, in tempo riesce a deviare la slitta evitando così di andare a sbattere contro una  parete di ghiaccio.

Con cautela cerca d'atterrare su una piccola superficie, non riuscendo però ad evitare l'impatto al suolo, danneggiando così la slitta, poi l'uomo si guarda attorno un po' confuso ed esclama: "Ma Dove sono finito?"

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famiglia-chiaviC'era una volta....

un bel mazzo di chiavi appeso a una gran bella serratura bronzata. Quest'ultima impreziosiva una imponente porta di legno massello, tutta intarsiata e con la maniglia di ottone.

Il mazzo di chiavi, nel tempo, come capita a tutte le famiglie, era cresciuto e si era ampliato.

C'era la chiave della porta, il capofamiglia, e la chiave della cantina, la madre.

Poi c'era la chiave dell'auto, il figlio maggiore, e la chiave della cassetta postale, la figlia minore.

Tutti assieme formavano una gran bella e unita famiglia - da sempre essa viveva felice e da sempre non aveva mai avuto grattacapi.

Ma come accade in tutte le famiglie, un bel dì, il problema bussò alla porta: la figlia minore, inserendosi nella serratura della cassetta postale, nel modo di aprire quest'ultima, si piegò in due - che gran dolore che ebbe mamma chiave!

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famiglia-mazzo-fioriVogliamo confezionare
con le nostre mani
un bellissimo
mazzo di fiori?
Ok... Ma...
al posto dei fiori
prenderemo a prestito
le bellezze della natura

per la carta da regalo ci basta
un pò di cielo azzurro

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cosa-straordinariaMartedì mattina è successa una cosa straordinaria.

Mentino, l'elfo di babbo Natale, entra in fabbrica come tutti i giorni e inizia il suo lavoro.

Si occupa di dipingere i giocattoli e quella mattina dipinge un pallone gigante di rosso.

Questo pallone è così bello che Babbo Natale premia Mentino con una medaglia e tre giorni di ferie.

Però Mentino , a casa non sa che cosa fare, così va di nascosto in fabbrica.

Arriva Babbo Natale , lo scopre e gli chiede meravigliato : " Che cosa ci fai qui?"

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anno-piccolino-anno-vecchioAnno nuovo
come sei
piccolo
giovane giovane
e birichino
non sai nulla
ancora
cosa devi fare

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mentino-fabbrica-babbo-nataleC'era una volta un elfo che si chiamava Mentino. Un giorno, andando a lavorare, dentro a una galleria, incontrò quattro amici.

Li invitò a lavorare con lui, nella fabbrica di babbo Natale, piena di giochi.

Arrivati da Babbo Natale, si presentarono e lui disse loro: " Benvenuti!!! Ah ah ah ah ! Sono contento di avervi qui, perché ci sono tanti regali da impacchettare. Mi serve proprio la vostra mano."

Subito incominciarono a lavorare tutti insieme.

Genius inventava i giochi, Mentino li colorava, Fibbia li incartava, Tintinno li metteva sulla slitta, mentre Nevolo, intanto, spalava la neve per aprire la strada alla slitta.

Mentre lavoravano, Babbo Natale pensava fra sé: " Sono davvero fortunato quest'anno ad avere cinque nuovi aiutanti."

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pupazzo-neveSi avvicinava il Natale Desirè e Lusy due piccole sorelle, non stavano più nella pelle. Abitavano in una piccola casa di campagna alle porte della città, nell'aria si respirava già il profumo della festa, felici dalla finestra osservavano il piccolo giardino ricoperto da una coltre di neve.

"Cosa ne pensi se al centro creassimo un bel pupazzo di neve?" chiese Desirè alla sorella.

"Sarebbe meraviglioso, ammise entusiasta Lusy, potremo così festeggiare il Natale in compagnia".

Così poco dopo, le due sorelle cominciarono a costruire il pupazzo, formarono prima la base poi posarono la testa e con dei piccoli bottoni realizzarono gli occhi, con una carota il naso, e per definire la bocca usarono le bucce d'una mela.

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nome-nienteMi piacerebbe iniziare questa fiaba con la classica frase "C'era una volta .....", ma purtroppo non è così.

Una volta non c'era niente e non c'era neanche il tempo. Non c'era il mondo, non c'era il sole, non c'era il cielo, non c'era la luce e non c'era la notte: c'era solo il niente. Un giorno, però, questo "niente" decise di non voler più vivere in questo modo: aveva bisogno di qualcosa che fosse diverso da quello era e così cominciò a pensare:

"Che cosa potrei volere ?" si disse tra sè e sè (.... e nemmeno ad alta voce, perchè la voce non c'era).

"Mi sto davvero annoiando!!" e senza sapere nemmeno da quanto  (.... perchè non esisteva il tempo).

Dopo tante domande e tanti ripensamenti, il "niente" decise di darsi un nome:

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siddy-stellina-vaganteSiddy era una stellina molto piccola ed era quasi senza luce.

Era nata così, da una famiglia di stelle grandi e magnifiche che si potevano ammirare nel cielo. I suoi genitori-stelle e le sue sorelle-stelline le volevano molto bene e si rammaricavano che non potesse splendere come loro.

Nelle limpide notti d'inverno le stelle si specchiavano fra di loro, ma Siddy non rifulgeva come le altre e se ne stava in disparte con un'ombra di tristezza sul faccino circondato dai suoi piccoli raggi quasi invisibili.

Gli anni passavano e dal cielo le stelle assistevano a tutto quello che avveniva sul pianeta Terra dove vedevano gli umani che spesso si azzuffavano e si facevano del male, ma  qualche volta, per fortuna, alcuni anche si abbracciavano. Alle  stelle piacevano particolarmente quelli che si abbracciavano e non si facevano del male.

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luci-colorateChe son belli
le lucine dell'albero
di Natale
c'è ne sono tanti e
di vario tipo
lunghi corti a goccia
di colori una marea a non finire
fanno una bella atmosfera

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tuta-bluUn tempo di tanto tempo fa ...

Una giacca di un gran tessuto pregiato, e con tanti bottoni dorati, durante la sua quotidiana e serena passeggiata in compagnia del suo amico sigaro, vide sulla strada una tuta blu tutta stracciata e piena di buchi.

Essa era seduta a terra, con le spalle riverse su un cancello di una fabbrica appena chiusa e aveva il viso tutto rigato dalle lacrime.

Era disperata e chiedeva aiuto! Necessitava al più presto di un pò di tessuto per riparare i propri strappi - l'inverno era alle porte e sarebbe morta sicuramente dal freddo.

L'elegante e sensibile giacca si commosse e cercò in tutti i modi di aiutare la povera tuta.

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