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Le altre fiabe

bauletto-magicoLungo una stradina di campagna tre sorelle Leda, Elsa e Milù, camminavano tranquille, quando si imbatterono  in un vecchio castello abbandonato. Spinte dalla curiosità si introdussero all'interno, la prima faceva da guida, le altre due le andavano dietro senza fiatare.

Ad un tratto si spalancò una piccola porta e davanti ai loro occhi apparve una stanza traboccante di oggetti d'oro, pietre preziose e monili d'ogni genere. Le tre sorelle rimasero senza parole, non avevano mai visto nulla del genere, Leda  invitò Elsa e Milù a portare via quante più cose potevano.

Scorsero dei vecchi sacchi posti in un angolo della sala, dopo di che cominciarono a riempirli in tutta fretta.

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lettera-danipiCari bambini, sono una foglia.

Vivo dalla scorsa primavera nell'albero del vostro giardino, sì, proprio quello con le foglie a forma di stella.

Ogni mattina la mia sveglia suona presto, perchè mi piace vedervi arrivare a scuola .

Che gioia quando giocate con me!

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foglia-vento copyUna foglia si stancò di stare sull'albero.

Chiamò il vento e gli disse : "Portami via! Voglio vedere il mondo!"

Il vento la staccò dal ramo e la fece volare nell'aria .

La fece atterrare sull'acqua di un lago di montagna. Diventò una barchetta per due formiche innamorate che fecero un giro.

Il vento accarezzò la foglia di nuovo e la portò su un tetto . Vide tanti uccelli che viaggiavano vicino alle nuvole.

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anastasia-piccola-volpeC’era una volta una bellissima volpe dal pelo fulvo e gli occhi di una cangiante tonalità viola scuro, di nome Anastasia.

Rimasta orfana alla nascita, perduto il proprio branco per mano degli Esseri Umani, impegnati  in una delle loro sanguinose guerre, che avevano trasformato la sua Foresta, un tempo pacifica e serena, in un terreno di scontro raso al suolo all’urgenza dalle loro battaglie, creature mai paghe di potere e conquiste, che col loro fucile tonante avevano distribuito morte e penuria, costellando di bombe e trincerando di filo spinato ogni dove, la piccola bestiola,  ferita ed impaurita, scoperta in fin di vita da un soldato in sopralluogo, era stata raccolta sotto la sua protezione e portata al Campo chiamata da lui col nome di Anastasia.

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naso-delfinoDovete sapere che milioni e milioni di anni fa gli uomini e le donne non avevano il naso.

"Cosa?" Direte voi. "E perchè mai?"

Per dimenticanza. Quando le facce furono pronte, le bocche parlarono e gli occhi sorrisero, tutti erano allegri e si misero a tavola, per festeggiare.

Fu servita la pastasciutta, che aveva un buonissimo odore, ma nessuno dei commensali poteva sentirlo. Poi le patatine fritte, le pizze e le torte salate. Tutto era bello e colorato dentro i vassoi, ma nessuno aveva appetito.

Vennero portati dolci meravigliosi, profumati e fragranti, gli occhi si buttavano a pesce sui quei cibi dai colori sgargianti, ma appena si mettevano in bocca non si setiva nessun sapore, come se fossero di plastica .

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scarabeo-favole-cieloLo scarabeo
scarabocchia
lungo tutto il cielo

Vira
aleggia
volteggia
e poi punteggia
ora la a ora la b ora la c la d la f e la g

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conchiglia-oceano

Molti anni fa in una piccola isola sperduta dell’arcipelago delle Hawaii viveva con la sua famiglia Joseph, un bambino di otto anni.

Il piccolo Joseph assieme al padre, quasi ogni pomeriggio andava a pescare nelle calme acque dell’oceano con la zattera costruita con robusti tronchi d’albero e pelli usate come vele per muoversi veloci, attraversando i forti venti nelle giornate più burrascose e piovose.

La pesca era l’attività principale del villaggio.

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civetta-manolaCammino e sento il rumore dei miei passi, cade un foglia scricchiola e cade pesante, un sasso nel silenzio vigile della campagna. Si avvicina uno scooter, mi supera, il rombo del motore si diluisce nell’aria ferma ,lo seguo lontano, lo ascolto dissolversi come un ricordo, una traccia di me che affiora da memorie sepolte..

Ero bambina e affondavo dentro il materasso di piume, scivoloso , andava di qua e di là come l’onda del mare..

La camera della nonna era buia, ma in un angolo un lumino rassicurante era sempre acceso, davanti alla foto del nonno, morto giovane per un infarto.

La nonna era ferma dalla sua parte del letto, io ascoltavo quello strano silenzio dove tutto era vivo, un pigolio sommesso dalla camera accanto, dove i pulcini nascevano sotto lo staio, uno stridio di civetta,la immaginavo verde nel buio coi suoi occhi di maga, un richiamo lontano, un cane, un uccello, un suono di frasche spezzate.

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scuola-mareChe emozione : ricomincia la scuola nella classe del mare .

Ci sono proprio tutti ed è bello ritrovare gli amici.

Ognuno racconta le sue avventure d'estate .

Polpo dice che nuotando nei mari più profondi ha trovato un paio di occhiali d'oro e quando se li mette si sente bellissimo.

A Triglietta invece è successa una brutta avventura :si è miracolosamente salvata dalla rete di un pescatore che aveva un buco , se no adesso sarebbe già stata fritta!

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ritorno-scuolaErano le tre del pomeriggio mentre Giulia avendo usato le vacanze solo per divertirsi stava studiando ridotta all'ultimo momento.

Giulia non c'e la faceva più e pensando tra se e se disse . Alberta la mamma di Giulia disse Giulia disse Giulia stava scendendo le scale mentre Lilly la sua gattina miagolava.

Giulia si era seduta a tavola e la mamma disse . Giulia fece alla mamma uno sguardo come dire non è colpa mia e poi disse.

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storia-estateTanto tempo fa, quando ancora non erano nati i treni e gli aerei, Madre Natura aveva in mano un pennello di un solo colore.

Era giallo e ogni volta che voleva dipingere, lo intingeva nel Sole.

Fu così che disegnò l'estate, rubando ai raggi un po' d'oro per il grano maturo, prendendo un po' di luce inventò i girasoli.

Per caso, una goccia di giallo cadde nel blu del mare e le onde si tinsero di verde smeraldo: verdi furono le foglie e verdi i prati dove le margherite sembravano tante stelle .

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dietro-cattedraVorrei scriverle tutte
le vostre domande
ma non esiste un foglio così grande.

domande che affiorano 
ogni giorno differenti 
perché voi siete fiumi 
dai tanti affluenti. 

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lupo-guerraC’era una volta, un bellissimo cucciolo di lupo dagli splendidi occhi viola e il pelo color del miele di nome Scheggia. Allegro, paffuto e pieno di vita, la creatura cresceva accanto ai suoi genitori all’interno del suo branco fiero e orgoglioso, imparando le leggi che regolavano la natura, pronto un giorno a divenire anch’egli un lupo adulto forte e responsabile, capace di dirigere un gruppo suo.

Ma di colpo una mattina, al far dell’alba, mentre tutti gli animali della foresta erano ancora addormentati e il cielo si stava lentamente aprendo coi suoi tenui colori, un boato enorme fece tremare ogni cosa e svegliatisi di soprassalto sotto i colpi inferti dalle granate, a far sussultare il suolo e scuotere gli alberi alle radici facendoli cadere uno ad uno, le bestie sgomente si guardarono impaurite, percependo l’odore acre dell’Uomo venire a disseminare penuria e morte.

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rocco-ranocchio-stonato-1In una bella notte di primavera, le rane del torrente vicino ad un piccolo paese di mare erano particolarmente in fermento.

Si stavano preparando al loro concerto che ogni sera eccheggiava in tutti i dintorni e richiamava parecchi spettatori tra i quali, anatre, pesci del torrente e anche due simpatici cavalli che alloggiavano nella fattoria vicina.
Tutti volevano assistere al concerto prima di andare a dormire, era un rituale al quale nessuno rinunciava, per questo, le rane andavano molto fiere del loro spettacolo e vi si preparavano con molta dedizione .

Sulla collina vicino al torrente c'erano diverse case dove abitava sia gente del posto che villeggianti di passaggio; la collina quella sera era illuminata più del solito poichè molti erano venuti al mare per trascorrere qualche giorno di vacanza.
La rana Isabella guardava emozionata le luci in lontananza pensando che quella notte il loro concerto avrebbe avuto un pubblico molto vasto e che, quindi, avrebbero dovuto dare il meglio.

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mondo-coloriScava scava
cerca cerca
balla balla
ridi ridi
gioca gioca

Guardati intorno
gira la testa
di quà e di là
vedi il mondo com'è bello
han buttato secchiate di colori
tanta pittura han colorato
ogni cosa
che voi bimbi guardate

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elenaC'era una volta una bambina di nome Elena che viveva in una casetta piccola insieme ai suoi genitori.

Un giorno Elena dovette traslocare e andare via da lì.

Era molto dispiaciuta di dover lasciare quella casetta così bella, ma d'altra parte andava a vivere in una più grande.

Arrivati alla sua nuova casetta elena si meravigliò di una casa così magnifica e siccome non era mai stata lì si fece un giro nel paese per vedere cosa c'era di bello,e infatti trovò un bimbo di nome Tommaso che anche lui era lì da poco cosi fecero amicizia e stettero tutto il tempo insieme.

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viaggio-fatabiancaC'era una volta un bambino chiamato Gino a cui piaceva molto stare con la sua mamma.

Gino usciva, spesso, con la sua mamma per accompagnarla nelle diverse commissioni quotidiane. Finché...

Un giorno la mamma decise di andare a trovare una sua amica, che viveva molto lontano.

Per questo motivo, Tindina pensò di lasciare Gino dalla nonna e di partire da sola. D'altronde l'amica era la sua! A cena lo comunicò a Gino, ma il bambino scoppiò a piangere e non volle più mangiare.

Tindina, un po' indispettita, lo lasciò sfogare in camera sua e finì la cena.

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mirtinoC'era una volta un bambino chiamato Mirtino che viveva in una bella villa al limitare del bosco con i suoi genitori e, soprattutto, col suo saggio nonno Livio.

Mirtino amava giocare all'aria aperta insieme ai suoi amici, per tutto il giorno, ad inseguire le farfalle, a fischiettare agli uccellini, a pallone, a rincorrersi... e a fare un gran rumore. Ma proprio tanto.

Un giorno, però, successe qualcosa di molto bislacco. Infatti, il nonno Livio aveva la febbre e stava riposando, in pieno giorno, nel suo caldo letto, amorevolmente curato da sua figlia, Manuela, la mamma di Mirtino. Intanto il nipotino e la sua allegra brigata avevano deciso di sperimentare un nuovo gioco: " Fai più baccano possibile" con ogni mezzo. E ci riuscivano benissimo!

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raduraC'era una volta un vispo bambino, di nome Martino che viveva in una radura profumata e rigogliosa.

Lì ogni albero aveva la sua folta chioma verde e regalava la sua ombra ad una grande varietà di animaletti, pelosetti e furbetti.

Tra questi vi era un simpatico coniglietto, Carotino, che amava godersi il riposino pomeridiano all'ombra del saggio faggio nodoso. Finché...

Un giorno di piena primavera Carotino andò ad accucciarsi, come sempre, ma notò che il faggio lo respingeva via con le sue ampie radici. Ci rimase molto dispiaciuto. Confuso. Provò più volte, mettendosi in diverse posizioni, ma non ci fu verso.

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tappo-fortunatoC'era una volta un bel tappo di sughero, lucido lucido che profumava di buon vino rosso.

Se ne stava tutto fiero in cima alla sua bottiglia in un'antica cantina, fresca e in penombra, all'ultimo piano di un palazzo tinto di rosso fuoco. Finché...

Una domenica mattina la padrona di casa si svegliò di buon'ora ed iniziò a sfaccendare tra stoviglie e tovaglie ricamate e preziose. La sua mano destra si avvicinò, più volte, ad aprire la porta che portava alla cantina. Era incerta su quale faccenda sbrigare prima. L'aria di primavera si riempì, all'improvvisa, del dolce rintocco delle campane: era mezzogiorno.

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avventuroso-novembreC'era una volta un gatto chiamato Buio molto simpatico e sempre pronto ad aiutare gli altri suoi amici.

Un giorno però...

Era una tiepida giornata di novembre, insolitamente tinta di giallo sole e tersa di azzurro, gli uccelli cantavano e volavano fra gli alberi nudi.

Buio e i suoi tre amici preferiti, Tramonto il cane, Stella la tartaruga e Scheggia lo scoiattolo stavano correndo, spensierati, sul prato di casa di Buio.

Ad un certo punto, proprio mentre giocavano l'ultima manche a nascondino, sentirono che qualcosa stava per succedere. Si immobilizzarono immediatamente ed iniziarono a testare l'aria in cerca di indizi importanti.

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