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Concorso "fiaba della settimana"

In collaborazione con:
pianeta-mamma

Tutte le fiabe inviate partecipano al concorso "fiaba della settimana" lanciato da Ti racconto una fiaba in collaborazione con Pianeta Mamma per dare ancora più visibilità alle tue fiabe.

Qui trovi tutte le informazioni e il regolamento completo.

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Tutta colpa del maggiordomo

maggiordomo- Tutta colpa del maggiordomo - sentenziò con certezza inoppugnabile il Questore.

- Tutta colpa del maggiordomo - esclamò con fiducia profonda il Commissario riverendo il Questore.


- Tutta colpa del maggiordomo - confermò con approvazione l'Ispettore Capo ammirando il Commissario e il Questore.


- Tutta colpa del maggiordomo - lasciò intendere con solerzia il Sovrintendente sorridendo all'Ispettore Capo, al Commissario e al Questore.


- Tutta colpa del maggiordomo - bofonchiò con relativa attenzione con l'Assistente guardando il Sovrintendente, l'Ispettore Capo, il Commissario e il Questore.


- Tutta colpa del maggiordomo - pensò dubbioso l'Agente Scelto nascondendosi dalla vista dell'Assistente, del Sovrintendente, dell'Ispettore Capo, del Commissario e del Questore


- Tutta colpa del maggiordomo? - si chiese con franchezza l'agente semplice che intervenne prima dell'Agente Scelto, dell'Assistente, del Sovrintendente, dell'Ispettore Capo, del Commissario e del Questore.


- Lo dicevamo noi che era colpa del maggiordomo - proclamò il TG della sera.


... to be continued ...


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L'inizio di una nuova sperimentazione a tappe, per indagare l'ambigua proprietà della comunicazione contemporanea di distorcersi negli spostamenti spazio-ambito-temporali. Spesso si perde di vista nella narrazione "il maggiordomo" pensando solo alla Colpa. "Il maggiordomo" viene sovrapposto alla Colpa e pare che questo basti ai Più.

Ma chi era il maggiordomo? Cosa fece il maggiordomo? Chissà se a qualcuno interessa ancora?

maggiordomoIl maggiordomo era al servizio della magione della Baronessa Bartellis e del Conte Consertilli. Il maggiordomo fu assunto il maggio di dodici anni prima. Il maggiordomo era il maggiore di otto fratelli, figlio di un magiaro immigrato da cui aveva ereditato l'aspetto imperiale.

La Baronessa amava bardarsi pure per barcamenarsi tra barbosi bari del bar di Bartolomeo. La Baronessa tornava barcollante, con l'ombra di barbaresco barricato che la seguiva.  La Baronessa era barocca nell'anima.


Il Conte, condivideva la passione per il conviviale clima del bar e del barbaresco. La Baronessa ed il Conte convolarono a nozze per convenienza, questo era convenzionalmente riconosciuto dai conoscenti della consumata coppia.


Le cause della morte di entrambi erano chiare: barbiturici per la Baronessa e congelamento per il Conte ritrovato poco dopo la moglie nella cella frigorifera della magione.


- Ero in magazzino - dichiarò il maggiordomo al magistrato.


- Il maggiordomo in magazzino, la serva non in servizio, il giardiniere impegnato con le giarrettiere della cuoca, la cuoca impegnata con il cuore del giardiniere -  disse il magistrato all'assistente che assentì prima d'assentarsi.


La stampa questuava il Questore che querulamente pose il quesito: - un colpevole, presto! -.


- Tutta colpa del maggiordomo - malignò il magistrato magistralmente magagnante.


... to be continued ...


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Si cerca un ruolo, si identifica la struttura e poi si lascia che siano le parole a guidare e condizionare la narrazione. Un gioco semplice, ma che ha implicazioni terrificanti sulla vita dei personaggi. BARonessa BARcolla BARbiturico.

Si priva così il personaggio di ogni possibilità d'essere diverso da quel BARocco che lo incatena e lo si rende schiavo del Disegno.

Qualcosa di simile succede nella realtà, dove, il Disegno conta molto più del personaggio.

Non so quanto renda nell'espressione, chiaramente forzata, ma mi piacerebbe riuscire a rendere il sotto-sotto-sotto-testo ... ma quante pretese ho?

(Grazie a chi, nonostante tutto ... ha il coraggio di seguirmi in questi deliranti esperimenti!)

maggiordomoIn carcere il maggiordomo mangiava maleodoranti pietanze, con malcelata malinconìa per i maccheroni al sentor di maggiorana, manicaretto che tanto magnificava il gusto.

Era quello che maggiormente mancava al maggiore indiziato per la macabra mattanza.


Il primo interrogatorio fu macchiato dalla macroscopica macchinazione nei confronti del maggiordomo. Maccabèa macellazione di ogni diritto, madrigale magistrale al potere, madornale magniloquenza macchiavellica.


In pompa magna il magistrato magnificava le magre prove con maiuscola maieutica frutto di magmatico magnetismo dialettico così che la minima malalingua si mutava in  malavitosa malefatta.


Il maggiordomo mugugnava malcerto alle maliziose dissertazioni del magistrato finchè, piuttosto malconcio, ebbe un mancamento.


In quell'istante entrò la cuoca curiosa che con il cuore e lo sguardo confessò:  - ho passato la notte con il maggiordomo, non può essere stato lui -.


- E se il maggiordomo fosse malaugurato mandante, sarebbe comunque colpevole - magagnò il magistrato, quindi: - tutta colpa del maggiordomo - confermò.


Il maggiordomo, malandato si riebbe e mandò un manieroso bacio alle manine della magnanima cuoca che aveva avuto cura e cuore per la sua cupa sorte. Odor di curcuma invase ogni spazio.


... to be continued ...


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Le parole catturano, coinvolgono, avvolgono, imprigionano e il cuore della cuoca può passare dal giardiniere al maggiordomo solo per la necessità d'odor di curcuma.


Artefatto letterario, forzatura narrativa o semplicemente profumo di realtà imprevista?