20Giu
2017

Nevè

Fiaba di: Zhubryk

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La fiaba

Nevè non ha mai visto neve,

e perciò  della sua prima  nevicata

è  rimasta impressionata.

La sua mamma adottiva

la mandò a scuola,

ma Nevè si sento tremendamente sola,

sul bus che tanti bambini trasportava Nevè non sorrideva,

non parlava.

Guardava fuori attraverso il finestrino e delle sue tantissime treccine scioglieva i nastrini.

Chissà, magari si chiedeva come è la neve?

Ma poi dal bus scendendo la toccò

e socchiudendo gli occhi rise

parlando nella lingua del suo paese d’origine

trottolò in mezzo alla neve fino alle vertigini.

E senza che qualcuno glielo avesse suggerito si mise a fare un pupazzo bello grande,

con due pietrine gli fece gli occhi tondi  piccolini

e poi alcuni dei bambini le le fecero dei complimenti.

E son rimasti tutti e quanti a terminate il capolavoro.

Cosi coloro,

che all’impresa di Nevè  hanno partecipato

la maestra ha premiato.

Nevè tornando dalla mamma

le raccontò  come poté

del pupazzo e della neve

e dei bambini

che sono stati cosi carini

ad aiutarla nell’impresa.

E poi Nevè  al sonno si arrese.

La mamma la prese in braccio piano

e la portò  verso il suo lettino

cantandole la ninna nanna,

le diede un bacio sul nasino

mettendola nel suo lettino

La luna custodi il sonno do Nevè

facendole  sognare il pupazzo

in mezzo alla neve.

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Maryna Zhubryk, 36 anni. Scrive fiabe, racconti e poesie.


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