primavera
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Le vostre fiabe

neve

C’era una volta un brillante inventore. Non chiedetemi il nome perché ogni volta che si prova a dargliene uno succede il finimondo. Noi lo chiameremo Inventore e non è detto che non avremo guai. In ogni caso, il nostro Inventore aveva avuto tantissime idee! Aveva immaginato il cielo e subito lo aveva realizzato. L’idea del sole gli era venuta subito dopo un brivido. La terra l’aveva inventata perché non sapeva dove piantare i suoi fiori. L’acqua, poi, era necessaria: il pesce rosso boccheggiava da un pezzo!

Un giorno si rese conto di non avere abbastanza problemi e inventò l’Uomo. Era ottimista e volle fargli un regalo. Inventò per lui una cosa che chiamò “fantasia” e ci mise dentro un pezzetto del suo cuore. Si sedette sulla sua comoda poltrona e osservò l’Uomo che giocava con il suo regalo.

Vide un bellissimo affresco e si commosse, una fantastica statua e pensò che non avrebbe saputo fare di meglio, ascoltò delle note deliziose e dei versi dolcissimi e sognò ad occhi aperti…poi vide una spada, un fucile, sentì il fragore delle bombe e si spaventò alla vista del mostruoso carro armato. Pianse, ma poi si ricordò di essere un ottimista!

Cominciò a meditare e subito gli venne un’idea: la neve! Si mise all’opera e nascose tutto quell’orrore con un morbido strato di neve. Tutto era coperto da un enorme foglio bianco dove l’Uomo, con la sua fantasia, avrebbe potuto di nuovo immaginare la bellezza e realizzarla!

Era davvero ottimista l’Inventore…

 

Nel mondo delle befane c'è un grande fermento, tutte continuano ad osservare sbigottite nella grande sfera magica posta al centro del grande tavolo rotondo, ciò che succede sulla Terra: tutto sta evolvendosi troppo rapidamente e la tecnologia la fa ormai da padrona.

Ovunque guardino vedono persone che si collegano in Internet, parlano al cellulare, ecc.

Ormai anche i bambini passano dalle prime paroline buffe a quelle complicatissime come chattare, navigare, googlare, ecc.

Fortunatamente però sono ancora molte le letterine che arrivano sino a loro!

Come fare per restare aggiornate ai tempi moderni?

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Nella notte di Natale Babbo Natale stava consegnando i regali a tutti i bambini, ad un certo punti il sacco si bucò e tutti i regali caddero dal cielo.

Il povero Babbo Natale andò a recuperare tutti i pacchi e dopo averli recuperati decise di andare a casa per cucire il sacco di pelle.

Dopo averlo riparato stava per ripartire quando si accorse che le renne erano stanche, anche lui era stanco e così decise di riposare un pò.

Sognò una notte vera e speciale e quando si svegliò capì che il tempo era passato e che non era più Natale.

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Un giorno al Polo Nord successe una cosa scandalosa: Babbo Natale dopo aver fatto il bucato si accorse che sul suo vestito c'era una macchia gialla.

Quando lo infilò divento tutto giallo, allora si mise a urlare e a ogni strillo il vestito cambiava colore: verde, blu, viola, arancione mai rosso, Non sapendo cosa fare andò a comprare il colore rosso, ma siccome non aveva messo gli occhiali si accorse che aveva comperato il colore giallo.

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Un giorno Babbo Natale non trovando la slitta decise di chiamare gli elfi e gli disse di costruire un aereo per trasportare i giocattoli.

Gli elfi costruirono un aereo grande e bianco come la neve per Babbo Natale, così nessuno si sarebbe accorto che non aveva più la slitta. Gli elfi fabbricarono un sacco di giocattoli che Babbo Natale caricò sull’aereo e portò a tutti i bambini del mondo la notte di Natale.

Così Babbo Natale rimediò al dispetto che un elfo cattivo gli aveva fatto per non fargli portare i giocattoli ai bambini del mondo.

di Emanuela, Giuseppe B., Chiara, Saverio, Annaregina, Vittoria, Mariapia.Scuola Primaria Stigliani classe III A-Potenza Settimo

Una volta c’erano otto renne contente di stare con il loro padrone Babbo Natale.

La vigilia di Natale stavano volando nel cielo stellato tirando la slitta di Babbo Natale per portare i doni ai bambini, improvvisamente la slitta si spaccò e caddero, cadde anche Babbo Natale sulla neve.

Babbo Natale provò a rimontare sulla slitta rotta, ma non ci riuscì, così prese un monopattino dal sacco dei regali, lo attaccò con dei fili molto resistenti alle renne e partì in volo per paesi, città e nazioni.

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anninaEra piccola, ma così piccola da non sembrare nemmeno una bambina vera. Anna era il suo nome, ma la chiamavano Annina perché il diminutivo sembrava molto più adatto a lei. Misurava 2 centimetri dalla cima dei capelli alla punta del tallone ed era la bambina più piccola del mondo.

-Crescerà- dicevano i suoi genitori

-Diventerà normale- aggiungevano

-Si sistemerà- continuavano

Ma gli anni passavano e Annina non cresceva, non diventava normale, non si sistemava.

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Samuel e Zoe vanno sempre molto volentieri a trascorrere parte delle loro vacanze estive nella casa di campagna dei nonni perchè, dopo un anno trascorso in città, gli sembra di rivivere stando tutto il giorno a contatto con la natura.

La casetta dei nonni è posizionata su di una collina ed è circondata da un'enorme giardino che confina con un frutteto dove si trovano un'infinità di piante da frutta.

I due bambini si divertono moltissimo a rincorrersi a piedi nudi sull'erba fresca e ad arrampicarsi sui tronchi nodosi degli alberi.

Conoscono ormai tutti i segreti del frutteto che hanno eletto a loro posto preferito dei giochi.

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MongolfiereIn un palazzo non lontano dalle vie principali del paese, abitava un uomo tanto solo.

Il Signor Ernesto era conosciuto dalla gente del posto per la sua infinita bontà.

Ernesto era molto sensibile alla sofferenza della gente povera e, un giorno, consapevole di una sua malattia, pensò che fosse giusto disfarsi dei risparmi di una vita colma di sacrifici in un modo alquanto insolito...

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diarioMolto tempo fa, arrivò nella nostra scuola, una bambina molto strana, diventammo stranamente molto amiche e mi invitò a casa sua.

Quando entrai sentii uno strano grido andai nella sua stanza e... aaaaaaaaaah il suo diario di scuola camminiva, si voltò verso di me e mi chiese: "che hai da guardare non hai mai visto un diario come me?" io rimasi sconvolta ogni volta che andavo da lei  mi sentivo strana allora, un giorno presi il diario e lo nascosi nel mio zaino.

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Smemorino è un bambino sempre allegro, molto intelligente, bravo, ubbidiente, servizievole... insomma pieno di tante ottime qualità, quello che si può definire " il bambino che ogni genitore vorrebbe" ma ha un piccolo difetto... dimentica spesso le cose.

Tutti lo apprezzano molto per il suo carattere solare e le sue innumerevoli buone qualità ma, essendo a conoscenza di questo suo piccolo difetto, lo chiamano semplicemente Smemorino anzi proprio più nessuno ricorda quale sia il suo vero nome.

Un giorno la mamma chiede a Smemorino di andare a comperarle il pane.

Come ogni mamma gli fa molte raccomandazioni:

"Fa molta attenzione ad attraversare la strada, non dimenticare nulla, controlla bene il resto e mettilo poi nel borsellino in fondo alla borsa per non perderlo".

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topo-formaggioQuella notte il cane, il gatto, il topo si ritrovarono a casa dell'orso.

Si trovavano sempre a casa dell'orso, in verità, perché aveva la casa più grande. 

La singolarità di quella notte, non risiedeva infatti nel luogo d'incontro, e neanche in qualche partecipante: quei cinque infatti si ritrovano ormai da anni per i loro simposi.

Simposi, sì. Infatti erano tutti animali filosofi, e coltivavano il piacere d'incontrarsi, per scambiarsi le loro opinioni sugli argomenti più svariati.

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peloEra un bambino come tanti altri, ma gli mancava proprio un pelo per essere proprio come tutti gli altri.

O meglio, aveva un pelo di troppo per essere normale.

Infatti Andrea era un bel bambino di nove anni, dai capelli neri e gli occhi allegri, abbastanza alto e felice per la sua età.

Aveva però questo problema: dalla parte superiore della schiena – tanto che mi è difficile dire con precisione se devo parlar di schiena oppure di collo – gli partiva un pelo enorme, sì, ma mica per dire: infatti era un pelo alto quanto lui e largo circa tre o quattro centimetri, tanto che quasi ti chiedevi come facesse Andrea a stare in piedi con quel popò di pelo sulla schiena (o sul collo, fate voi).

Comunque lui riusciva a camminare, a correre, a dormire, a far tutto; solo, di certo non era un bel vedere!

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Qui tutte le puntate.

Clarissa Gions, con passo deciso si stava percorrendo l’ultimo tratto di strada che portava all’ospedale, dove lavorava come studentessa di medicina. Aveva sperato fin da piccola di far il medico, ancora pochi esami la tesi, e il sogno si sarebbe realizzato.

Clarissa aveva un altro sogno viaggiare, desiderava vedere paesi nuovi e portare aiuto alla gente. Stava pensando di iscriversi a “Medici Senza Frontiera”, questo subito dopo il suo periodo d’internista dentro l’ospedale dove ora studiava.

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Riscrittura di una fiaba - La storia della perfidia (ovvero Biancaneve e i sette nani)
di Classe terza B N. Stigliani

Era una fredda giornata d’inverno!! In un castello, una regina cuciva e….
pensava:- Da questa finestra dalla cornice di ebano vedo un paesaggio innevato!!

E’ magnifico!! Vorrei toccare questa neve candida, soffice e leggera!......Ahi!! Mi sono punta con l’ ago del mio ricamo! Ho persino sporcato la bianca neve!! Il rosso fuoco del mio sangue è così bello rispetto al candore della neve che risveglia in me un desidero segreto: avere una bambina rossa come il sangue, bianca come la neve, nera come la cornice della mia finestra!!........

Tutte le regine dei regni vicini hanno delle figlie, mentre io no!!....

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Qui tutte le puntate.

Luce stava guardando il Tamigi, o per meglio dire stava guardando il letto del Tamigi, non sapeva se mettersi a ridere o se piangere. Sapeva perfettamente chi era stato, e non dubitava del fatto che in quel momento per Yaris, svuotare il fiume, o per meglio dire deviare il corso d'acqua era la soluzione migliore, ma poteva anche riportarlo nel suo letto una volta concluso il suo lavoro.

Sospirò, perché sapeva che toccava a lei riportare il fiume nel suo letto. A guardare quello spettacolo c’era anche un uomo, alto, dai capelli neri, occhi dello stesso colore, dal naso leggermente aquilino dagli zigomi alti e dalla mascella volitiva.

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Qui tutte le puntate.

Il suo ufficiò era ancora intatto, si diresse al computer e accese il monitor, collegandosi all’impianto di sorveglianza interna, in più punti si stava combattendo.

Cercò il dottore e lo trovò al decimo piano, era in compagnia di diverse persone, ma era bloccato, l’ascensore era sbarrato da diversi Darek, sul lato opposto, dove cerano le scale, gli uomini robot impedivano l’accesso, i due gruppi stavano combattendo fra loro, lei doveva trovare il modo di far passare Yaris e il suo gruppo.

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Qui tutte le puntate.

La Roma imperiale si estendeva ai piedi del monte Palatino. Il sole stava tramontando, il Tevere brillo, era un magnifico paesaggio, un uomo e una donna stavano seguendo il sentiero che portava in cima. La donna aveva lunghi capelli color biondo rame, occhi azzurri, un delicato nasino e labbra ben disegnate. Portava una lunga tonaca bianca che le lasciava le braccia scoperte, una cintura d’argento era morbidamente appoggiata sui fianchi, ai piedi sandali dello stesso materiale. Non portava gioielli, soltanto due medaglioni, con le stesse incisioni, uno era piccolo mentre l’altro era più grande, sulle spalle un mantello rosso. L’uomo era un soldato, ma anche l’imperatore dell’impero. Si fermarono davanti a una casa a due piani, la donna guardò la città e sussurrò:

«Mi mancherà questo panorama».

«Allora restate e diventate la mia imperatrice», disse l’uomo con calore.

«Mi spiace Cesare, il mio destino e lontano da qui, e soprattutto voi dovrà seguire il vostro».

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pc-fiabeSegnalo dei programmi molto utili per inventare storie con il computer, adatti a bambini della scuola primaria, sono facili da usare e riescono a coinvolgere i bambini in maniera ludica e divertente.

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big-man-maghettiErano passati ormai alcuni mesi dall’ultima avventura e Federico già smaniava in cerca di nuove esperienze.

Passavano le giornate tra filtri maleodoranti, puerili esercizi di divinazione, allenamenti con la bacchetta che ancora tanto magica non sembrava, più preoccupata del fumo che dell’arrosto.

Era insomma la solita vita scolastica per giovani maghi per nulla diversa da quelle dei Babbani, dove un professore antipatico può compromettere il rapporto degli studenti con tutto il corpo insegnante.

Nelle ore di ricreazione i tre maghetti non facevano altro che parlar male del prof. Silvione detto”Big Man” che ricambiava con protervia e malevolenza quella sensazione non confessata ma presente come una nebbiolina iridescente che avvolgeva la sua testa quasi pelata.

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Qui tutte le puntate.

Due dei tecnici informatici si erano appartati per scambiarsi effusioni, nessuno dei due aveva desiderio di tornare al loro posto, ma da lì a poco ci sarebbe stato un nuovo collegamento per far passare i fantasmi, e loro dovevano esserci. Lui si staccò da lei e le disse:

«Io vado per primo».

«Va bene, io ti seguo tra qualche minuto».

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