Fiabe classiche
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Aleksandr Afanas'ev
( 1 Articolo )
Aleksandr Nikolaevič Afanas'ev in russo: Александр Николаевич Афанасьев[?] (Bogučar, 11 luglio 1826 – Mosca, 23 settembre 1871) è stato uno scrittore e linguista russo. È il più famoso dei folcloristi russi dell'ottocento.Seguendo le tracce dei fratelli Grimm - di cui egli studiò le opere con particolare attenzione - anche Afanas'ev cercò di penetrare fino al significato primitivo, religioso e mitologico delle favole che aveva raccolte. In una sua opera altrettanto fantastica quanto mirabile per larghezza di conoscenze e per acute singole intuizioni, egli cercò di ricostruire le "concezioni poetiche degli slavi sulla natura" e di studiare tutti quegli elementi dei racconti popolari che potevano essere interpretati come trasposizioni dei fenomeni della natura, sole, stelle, pioggia, acqua e tempesta. Tutta la sua concezione, che egli derivava dal romanticismo tedesco, è stata giustamente criticata ed è ormai un curioso documento della cultura europea del secolo scorso. Ma questa continua ricerca di una primitiva rivelazione nei racconti l'aveva portato a considerare e a valutare ogni parola, ogni frase, ogni inflessione di questi racconti. Preziosi essi divennero passando per le sue mani e preziosi sono ancor oggi quando tutto un secolo di lavoro ha ormai trasformato le nostre idee sul folclore, sul suo significato e anche sul modo di raccogliere il materiale stesso.
Tratto da Wikipedia.
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Carlo Collodi
( 1 Articolo )

Carlo Collodi, all'anagrafe Carlo Lorenzini (Firenze, 24 novembre 1826 – Firenze, 26 ottobre 1890), fu uno scrittore e giornalista italiano.
È divenuto celebre come autore del romanzo "Le avventure di Pinocchio. Storia di un burattino", più noto come Pinocchio.
Curiosità
Nella piazza centrale di Viù, paese di montagna in provincia di Torino, si trova un Pinocchio in legno alto 6,53 metri e pesante circa 40 quintali. Posizionato nel novembre 2002, si tratta della statua in legno su pezzo unico più alta d'Italia anche se per questo primato è ancora necessario il riconoscimento ufficiale da parte del Guinness dei primati. Rispetto all'originale di Collodi, porta sulle spalle una cartella in legno a simboleggiare la passata scolastica abitudine dei montanari.
A Collodi, invece, si trova un Pinocchio di 15 metri di altezza, installato nel febbraio 2009.
Non è documentata l'affiliazione di Carlo Lorenzini alla massoneria ma per lo stesso motivo non può essere esclusa: alcuni ipotizzati riferimenti alla massoneria nelle "Avvventure di Pinocchio" fanno parte del non dimostrabile e nessun critico e biografo serio può esprimersi in merito (Marcheschi, Tempresti, Bertacchini, Asor Rosa...). Esiste tuttavia un'interpretazione esoterica (vedi quella del Massone Giovanni Malevolti), un parallelo tra l'avventura del burattino e l'iniziazione massonica che non può e non deve essere aprioristicamente ignorata, mentre si può essere d'accordo o meno sull'intenzione dell'autore di riferivisi.
Qui trovate l'audio-racconto de "Le avventure di Pinocchio".
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La biografia su Wikipedia.
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Charles Dickens
( 1 Articolo )
Charles John Huffam Dickens, (Portsmouth, 7 febbraio 1812 – Gadshill, 9 giugno 1870), è stato uno scrittore, giornalista e reporter di viaggio britannico.Noto tanto per le sue prove umoristiche (Il Circolo Pickwick) quanto per i suoi romanzi sociali (Oliver Twist, David Copperfield, Tempi difficili), è considerato uno dei più importanti romanzieri di tutti i tempi, nonché uno dei più popolari.
Il Canto di Natale (A Christmas Carol), noto anche come Cantico di Natale o Ballata di Natale, è una delle opere più famose e popolari di Charles Dickens (1812-1870). È il più importante della serie dei Libri di Natale (The Christmas Books), una collezione di racconti che include oltre al Canto (1843), Le Campane (The Chimes, 1845), L'uomo visitato dagli spettri (The Haunted Man, 1848), Il grillo sul caminetto (The Cricket on the Hearth), 1845 e La lotta per la vita (The Battle for Life).
Racconto fantastico sulla conversione dell'arido e tirchio Ebenezer Scrooge visitato nella notte di Natale da tre spiriti del Natale (del passato, del presente e del futuro) preceduti da un'ammonizione dello spettro del defunto amico e collega Jacob Marley; il Canto unisce al gusto del racconto gotico l'impegno nella lotta alla povertà e allo sfruttamento minorile, attaccando l'analfabetismo: problemi esasperati apparentemente proprio dalla Poverty Law (Legge contro la povertà), comodo tappabuchi tanto inefficace quanto dannoso ideato dalle classi abbienti.
Il romanzo è uno degli esempi di critica di Dickens della società ed è anche una delle più famose e commoventi storie sul Natale nel mondo.
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Charles Perrault
( 19 articoli )
Ebbe un inaspettato e travolgente successo, rendendo il nome di Perrault famoso anche al di fuori dei circoli letterari e artistici e dando di fatto inizio a un nuovo genere letterario, quello della fiaba.Sebbene molte storie di Perrault siano trascrizioni di storie tradizionali della cultura popolare (per esempio adattate dalle versioni di Giambattista Basile), lo scrittore francese non si riproponeva solo di "riportare" queste storie, bensì arricchiva il canovaccio tradizionale con proprie intuizioni creative.
Così ritroviamo nelle sue fiabe luoghi della Francia della sua epoca, come lo Chateau Ussé che appare ne La bella addormentata e Il gatto con gli stivali, o riferimenti alla moda francese del XVII secolo.
Alcune sue idee originali sono percepite, nella cultura popolare moderna, come parte essenziale delle relative fiabe; si pensi per esempio alle scarpette di cristallo, che fanno la loro apparizione, per la prima volta, nella Cenerentola di Perrault.
C'era una volta un re e una regina, ch'erano tanto tanto arrabbiati di non aver figli. Visitarono tutte le acque del mondo: voti, pellegrinaggi, divozioni spicciole, tutto inutile.
Alla fine però la regina divenne gravida e partorì una bambina.
Si fece un bel battesimo; si dettero per comari alla principessina tutte le Fate ch'erano in paese (sette se ne trovarono), affinché ciascuna le facesse un dono, come usavano le Fate a quel tempo, e così la principessina ebbe tutte le perfezioni immaginabili.
(La bella addormentata nel bosco)
Le fiabe presenti sono tratte da "I racconti delle fate" di Charles Perrault nella traduzione di F. Verdinois.
Alcune fiabe sono reinterpretate dalle fiabe dei Fratelli Grimm che trovate qui in versione originale.
La biografia su Wikipedia.
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Domenico Ciampoli
( 1 Articolo )

Ha scritto diverse raccolte di novelle popolari d'impronta verista: Bianca del Sangro (1878), Fiori di monte (1878), Fiabe abruzzesi (1880), Racconti abruzzesi (1880), Trecce nere (1882), Cicuta (1884), Fra le selve (1891), alle quali seguirono, dal 1884 al 1897, cinque romanzi influenzati dal D'Annunzio: Diana, Roccamarina, Il Pinturicchio, L'invisibile e Il Barone di S. Giorgio, privi di valore artistico. Oltre a curare diverse traduzioni di canti epici e popolari slavi e di racconti e romanzi di classici russi dell'Ottocento, nel 1891 pubblicò gli Studi letterari e le Letterature slave, nel 1896 una ricerca erudita sull'opera poetica dell'Aleardi, Plagi aleardiani, e nel 1904 i Saggi critici di letterature straniere.
"Forse è storia, ed è in voce di leggenda.
Le giovinette che sentono raccontarla si stringono alla mamma facendosi rosse, e poi la notte fanno brutti sogni. E la dimane raccontano il brutto sogno al fidanzato sotto le ombre de' boschi o delle siepi di rovi per affrettare il giorno delle nozze."
(Fiabe Abruzzesi, Il duca zoppo)Tutte le favole sono tratte da "Fiabe Abruzzesi. - Lecce: S. Ammirato, 1880"
La pagina di Domenico Ciampoli su Wikipedia.
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Fratelli Grimm
( 64 articoli )
Una volta, nel cuor dell'inverno, mentre i fiocchi di neve cadevano dal cielo come piume, una regina cuciva, seduta accanto a una finestra dalla cornice d'ebano. E così, cucendo e alzando gli occhi per guardar la neve, si punse un dito, e caddero nella neve tre gocce di sangue. Il rosso era così bello su quel candore, ch'ella pensò: «Avessi una bambina bianca come la neve, rossa come il sangue e dai capelli neri come il legno della finestra!» Poco dopo diede alla luce una figlioletta bianca come la neve, rossa come il sangue e dai capelli neri come l'ebano; e la chiamarono Biancaneve. E quando nacque, la regina morì.(Biancaneve)
La biografia su Wikipedia.
Curiosità: una traduzione dettagliata delle fiabe dei fratelli Grimm è stata fatta durante la prigionia da Antonio Gramsci poi pubbicata con il titolo "Fiabe in libertà" in un volume a libera diffusione che potete trovare qui. Alcune delle fiabe tradotte da Gramsci sono riportate anche nella raccolta che segue.
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Nota: i testi sono tratti da diverse traduzioni presenti nella rete con indicazione di libera diffusione e senza vincoli di copyright. Qualora vogliate fare qualche segnalazione in merito, inviate una mail a Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. indicando la vostra richiesta e, qualora ne vengano ravvisate adeguate motivazioni, l'articolo indicato verrà immediatamente rimosso. Vi ringrazio per la collaborazione.
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Giovan Battista Basile
( 2 articoli )

Giovan Battista Basile (Napoli ca. 1575 – Giugliano, Napoli 1632) fu scrittore e autore di novelle in dialetto napoletano. Ancora giovane lasciò la città natale e si arruolò al soldo della Repubblica di Venezia, da qui partì per Candia, minacciata dalla potenza turca. Nell’isola conobbe l’Accademia degli Stravaganti e ne entrò a far parte. Nel 1608 ritornò in patria dove riprese la vita da cortigiano.
Nel frattempo la sorella Adriana era divenuta una famosissima cantante e lo aveva introdotto alla corte di Luigi Carafa, Principe di Stigliano. In seguito i fratelli si trasferirono a Mantova presso Vincenzo Gonzaga. Nel 1613 Basile tornò a Napoli e continuò la sua carriera di cortigiano fino a giungere alla carica di governatore di Avellino nel 1618.
Poeta alla moda e studioso della lirica cinquecentesca, Basile intorno al 1615 scoprì il dialetto napoletano. Egli sotto lo pseudonimo anagrammato di Gian Alessio Abbattutis aveva scritto una serie di prose epistolari che servivano da premessa e da appendice alla Vaiasseide di Giulio Cesare Cortese.
Nel 1625 Basile fu chiamato alla corte del duca d’Alba, che gli concesse il governo della città di Aversa. La vita di provincia e il tentativo di colmare il vuoto lasciato dalla morte di Giulio Cesare Cortese lo spinsero a sperimentare il dialetto napoletano come linguaggio ricco e fecondo di nuove possibilità. A questo periodo si fanno risalire le Muse Napoletane, 9 egloghe che raffigurano l’essenza della vita popolare.
Dopo essere passato alle dipendenze del duca d’Acerenza, Basile lavorò al Cunto de li Cunti, overo Lo trattenimento de’ peccerille, una serie di fiabe raccontate in cinque giorni (da qui il titolo di Pentamerone). Purtroppo l’opera rimase allo stadio di manoscritto perché la morte improvvisa lo colse nel 1632.
Il successo del Cunto de li Cunti, dopo la stampa del 1634, continuò a crescere nei secoli. Nel Seicento si ebbe una traduzione in dialetto bolognese. Nel 1822 i fratelli Grimm lo collocarono al primo posto nell’appendice alla loro raccolta di fiabe.
Benedetto Croce definì il Cunto de li Cunti «il più bel libro italiano barocco».
Biografia a cura di Anna Valentina Farina.
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Giovanni Francesco Straparola
( 1 Articolo )

Giovanni Francesco Straparola o Gian Francesco Straparola (Caravaggio (Italia), 1480 – 1557 o più tardi) fu uno scrittore italiano, romanziere e novelliere.
Le origini etimologiche del suo nome sono incerte; probabilmente Straparola apparteneva alla famiglia Secchi, e fu così soprannominato per assonanza con il verbo straparlare.
Non si hanno notizie rilevanti relativamente alla sua vita, ad eccezione di un soggiorno a Venezia avvenuto fra il 1530 e il 1540.Nel 1508 pubblicava un Canzoniere di ispirazione petrarchesca; si trattava di una raccolta di poesie d'amore (sonetti, strambotti, epistole e capitoli) dal titolo Opera nova de Zoan Francesco Straparola.
Nel 1550 pubblicò a Venezia la raccolta di "favole ed enimmi" Le piacevoli notti.
Il successo incontrato lo spinse a preparare in fretta un secondo volume, che vide la luce nel 1553.
La biografia su Wikipedia.
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Nota: i testi sono tratti prevalentemente da "Le piacevoli notti" (Laterza, 1927). Qualora vogliate fare qualche segnalazione in merito, inviate una mail a Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. indicando la vostra richiesta e, qualora ne vengano ravvisate adeguate motivazioni, l'articolo indicato verrà immediatamente rimosso. Vi ringrazio per la collaborazione.
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Giovanni Verga
( 1 Articolo )

Giovanni Carmelo Verga nacque il 2 settembre 1840 da una famiglia di piccoli proprietari terrieri: fu registrato all'anagrafe di Catania.
Il padre, Giovanni Battista Catalano, era di Vizzini, dove la famiglia Verga aveva delle proprietà, e discendeva dal ramo cadetto di una famiglia alla quale appartenevano i baroni di Fontanabianca; la madre si chiamava Caterina Di Mauro e apparteneva ad una famiglia borghese di Catania.
Il nonno di Giovanni, come testimonia il De Roberto in un articolo raccolto, insieme a molti altri, in un volume a cura di Carmelo Musumarra, era stato carbonaro e, nel 1812, eletto deputato per Vizzini al primo Parlamento Siciliano.
Da "La Lupa"
Filomena (narrando). La Maga dunque...
Cardillo (levando il capo a ogni soffiar di vento). Sentite che scirocco? Domani si vuol sudare il pane!
Filomena (seccata). Mi lasciate narrare la fiaba?
Cardillo (con una spallucciata). A voi.
Filomena La Maga dunque se ne stava nel palazzo incantato, tutto d'oro e di pietre preziose, e come passava un viandante, s'affacciava alla finestra per tirarlo in peccato mortale. Giovani e vecchi, vi cadevano tutti!... religiosi anche, e servi di Dio!...
Bruno (ridendo). Bene, bene!
Filomena Voi che cosa avreste fatto? Se vi ho detto che era una Maga!... e di vecchia si faceva giovane!... bianca e rossa come una ragazza di quindici anni... con due occhi in fronte che erano due stelle!La biografia su Wikipedia.
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Hans Christian Andersen
( 81 articoli )
Andersen scopre nuove sorgenti del meraviglioso (...), non si deve equivocare con prodotti artigianali e surrogati quali la novelletta edificante, il raccontino didascalico o moralistico, insomma quella che viene chiama (...) letteratura pedagogica.Il poeta danese ci dona un tipo di fiaba utile alla formazione della mente, di una mente aperta in tutte le direzioni: una leva fondamentale per l'educazione di un uomo, che non sia solo un esecutore ordinato e limitato, un consumatore facilmente plasmabile e pedissequamente subalterno.
Al di là del contenuto immediato e dell'ideologia di cui possano essere di volta in volta portatrici" ci aiutano a conformare criticamente la mente e ad affrontare la realtà con occhio spregiudicato: "di inventare dei punti di vista per osservarla, di vedere l'invisibile, come lo scienziato vede le onde elettromagnetiche dove nessuno aveva mai visto nulla; insomma, proprio come Andersen vede un'intera storia sulla punta di un ago da rammendo.
(G. Rodari, tratto da Wikipedia)
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Jean De La Fontaine
( 246 articoli )
Le favole di La Fontaine, erede di Esopo e Fedro, con animali parlanti e piccanti ironie rivolte al potere dell'epoca. Un esempio dei diversi piani di scrittura e lettura della maggior parte delle fiabe e favole ...La Cicala che imprudente
tutto estate al sol cantò,
provveduta di niente
nell'inverno si trovò,
senza più un granello e senza
una mosca in la credenza.
Affamata e piagnolosa
va a cercar della Formica
e le chiede qualche cosa,
qualche cosa in cortesia,
per poter fino alla prossima
primavera tirar via:
promettendo per l'agosto,
in coscienza d'animale,
interessi e capitale.Tutte le favole sono tradotte da Emilio De Marchi (1851 - 1901)
La pagina di La Fontaine su Wikipedia.
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Leonardo Da Vinci
( 43 articoli )
Leonardo di ser Piero da Vinci (Vinci, 15 aprile 1452 – Amboise, 2 maggio 1519) è stato un artista, scienziato e pittore italiano. Uomo d'ingegno e talento universale del Rinascimento italiano, incarnò in pieno lo spirito della sua epoca, portandolo alle maggiori forme di espressione nei più disparati campi dell'arte e della conoscenza. Fu pittore, disegnatore, scultore, architetto, ingegnere, scenografo, anatomista, letterato, musicista[1][2][3] e inventore. È considerato uno dei più grandi geni dell'umanità.La prosa di Leonardo viene giudicata tra le migliori del Rinascimento italiano; aliena da ogni retorica, artificio e sonorità, è tutta aderente alle cose: rifacendosi al linguaggio parlato, ha colore, robustezza, concisione, in modo da dare energia e spigliatezza all'espressione.Per Francesco Flora,[101] Leonardo si dimostrò inventore anche nella scrittura, tanto da apparire molto più moderno rispetto tanto ai suoi predecessori che ai suoi contemporanei: «Non diremo più il Boccaccio padre della prosa italiana [...] nel suo insieme la prosa di Boccaccio tende alla sintassi lirica [...] prosa fu quella del Convivio di Dante e d'alcune cronache e trattati; ma la prosa grande, la prima prosa grande d'Italia, è da trovare negli scritti di Leonardo: la prosa più alta del primo Rinascimento, sebbene in tutto aliena dal modello umanistico e liberamente esemplata sul comune discorso».
(Fonte: Wikipedia/Wikimedia)
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Lewis Carroll
( 1 Articolo )
Lewis Carroll, pseudonimo di Charles Lutwidge Dodgson (Daresbury, 23 gennaio 1832 – Guildford, 14 gennaio 1898), è stato uno scrittore, matematico, fotografo e logico britannico.È celebre soprattutto per i due romanzi Alice nel Paese delle Meraviglie e Attraverso lo specchio e quel che Alice vi trovò, opere che sono state apprezzate da una straordinaria varietà di lettori, dai bambini a grandi scienziati e pensatori.
Fra gli autori che hanno apertamente dichiarato di considerare Alice una fonte di ispirazione per le loro opere si possono ricordare James Joyce, Jorge Luis Borges e John Lennon. In molti paesi del mondo esistono club e società di estimatori di Carroll.
A Lewis Carroll è dedicato un importante premio per la letteratura per ragazzi, il Lewis Carroll Shelf Award.
(Fonte: Wikipedia)
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Niccolò Machiavelli
( 1 Articolo )
Come Leonardo, Machiavelli è considerato un tipico esempio di uomo rinascimentale. Questa definizione - secondo molti - descrive in maniera compiuta sia l'uomo sia il letterato più del termine machiavellico, entrato peraltro nel linguaggio corrente ad indicare un'intelligenza acuta e sottile ma anche spregiudicata.Machiavelli è inoltre considerato il fondatore della scienza politica moderna.
(tratto da Wikipedia)
"Et così Belfagor, tornato in inferno, fece fede de' mali che conduceva in una casa la moglie. Et Gianmatteo, che ne seppe più che il diavolo, se ne ritornò tutto lieto a casa."
(Favola di Belfagor arcidiavolo)Le opere di Niccolò Machiavelli su Amazon.
Nota: i testi sono tratti da Niccolò Macchiavelli: "Tutte le opere" Sansoni editore, Firenze 1971 ed estratti dalle diverse versioni presenti nella rete con indicazione di libera diffusione e senza vincoli di copyright. Qualora vogliate fare qualche segnalazione in merito, inviate una mail a Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. indicando la vostra richiesta e, qualora ne vengano ravvisate adeguate motivazioni, l'articolo indicato verrà immediatamente rimosso. Vi ringraziamo per la collaborazione.







